Veneto: Zaia promette seri provvedimenti contro le “illegalità cinesi”

Veneto: Zaia promette seri provvedimenti contro le “illegalità cinesi”

Proprio questa mattina ho telefonato al Ministro degli Interni e gli ho chiesto un incontro urgente per affrontare assieme il tema delle costanti, pervasive e articolate illegalità cinesi
in Veneto. Il Ministro Maroni, come me preoccupato per la situazione, sta fissando una riunione per definire un ‘patto per la sicurezza’ che riguardi il Veneto, dopo il positivo esito
dell’esperienza di Prato.

Di sicuro la prima competenza che il nuovo presidente della Regione chiederà, nell’ambito del più complessivo negoziato sull’autonomia, sarà quella sull’immigrazione.
L’ultima, sconvolgente notizia arriva da Rovigo. Una clinica degli orrori, gestita in toto da personale cinese che, in situazioni igieniche agghiaccianti, praticava aborti.

Ma la situazione preoccupa da tutti i punti di vista. Dieci anni fa le microimprese cinesi erano 2127. Oggi sono quasi 5000. A Padova, a Verona e a Treviso gli esercizi commerciali sono ormai
migliaia. In alcuni settori si arriva persino al 26% di presenze. Sto pensando al tessile, all’abbigliamento, alle pelli e ai mobili. Nell’anno peggiore per la crisi economica, la massiccia
presenza di lavoratori cinesi è rimasta stabile, laddove si registrava, invece, una forte contrazione dell’occupazione italiana nel settore.

Fonti pubblicistiche dicono di un’ultima brillante operazione della Guardia di Finanza di Padova, che ha sequestrato milioni di articoli illegali fabbricati in Cina. Fra questi, migliaia di
rubinetti contraffatti che non rispondono alle norme di sicurezza sulla salute per un livello di prodotti chimici utilizzati superiore a quello fissato dalla normativa europea.

Lucazaia.it
Redazione Newsfood.com+WebTV

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