Vendita diretta degli agricoltori
6 Dicembre 2007
Un vantaggio per i consumatori oggi costretti ad affrontare una spesa sempre più onerosa per imbandire le tavole ogni giorno, così si è espressa la Cia-Confederazione
italiana agricoltori sul decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali sulla vendita diretta nei mercati dei produttori agricoli, presentato oggi dal ministro Paolo De
Castro in vista dell’imminente entrata in vigore.
E’, infatti, di un provvedimento positivo con il quale si può contribuire a contrastare la vertiginosa escalation dei prezzi dei prodotti agroalimentari registrata in questi ultimi mesi
e, nello stesso tempo, si dà agli agricoltori un’opportunità importante per rafforzare il loro rapporto con i consumatori.
Il decreto, secondo la Cia, rende più chiara e organica una normativa, quella appunto della vendita diretta nei mercati degli agricoltori, e assegna agli agricoltori un ruolo
significativo, in modo da rispondere al meglio alle esigenze dei consumatori, soprattutto sotto il profilo economico e qualitativo, sviluppando ancora di più il legame dei prodotti
agroalimentari con il territorio.
Nel rilevare che il decreto, che va sotto il nome di “Promozione dei mercati e vendita diretta”, conferisce una funzione importante ai comuni chiamati a disciplinare localmente la materia, la
Cia sollecita trasparenza e soprattutto rigorosi controlli per scongiurare abusi che possono danneggiare sia i consumatori che i produttori agricoli.
Tale provvedimento, più volte sollecitato dalla Cia, assume nell’attuale frangente una grande rilevanza. La filiera cortissima, che riduce una lunga e farraginosa intermediazione,
rappresenta un fattore importante per contenere i prezzi e combattere i rincari abnormi e ingiustificati provocati dai molteplici passaggi e dalle spinte speculative.
Un caro-prezzi che in questi ultimi mesi, subito dopo l’estate, hanno appesantito la spesa alimentare degli italiani (vedi i rincari per generi di prima necessità come il pane, la pasta,
il latte, la frutta e la verdura) e provocato un conseguente calo dei consumi.
Dunque, aumenti pesanti e per colpa dei produttori agricoli, che al contrario in questi ultimi due anni hanno visto ridurre i listini praticati all’origine. Basti pensare che dal campo alla
tavola si registrano aumenti anche di dieci volte che penalizzano sia i consumatori che gli stessi agricoltori. La vendita diretta apre, pertanto, nuove prospettive. Una strada, quindi, da
continuare a percorrere e sviluppare.




