Vacanze, il miglior souvenir è il cibo

Vacanze, il miglior souvenir è il cibo

La crisi incide anche sulle vacanze. Si veda il capitolo souvenir: invece di ninnoli costosi o delle classiche foto, gli italiani si portano a casa un ricorda alimentare della zona di
villeggiatura

Questo uno dei dati emerso da “L’Italia che piace 2012: il turismo alimentare ed enogastronomico”, incontro organizzato da Coldiretti e Fondazione Univerde.

Alla base delle considerazioni, un sondaggio, condotto da Coldiretti ed ospitato dal sito www.coldiretti.it.

Come spiegano i sondaggisti, la situazione attuale è il risultato di diversi fattori.

In primis, la corrente crisi economica, che cambia le abitudini e spinge al risparmio. Così, il 33% dei vacanzieri abbandonerà i classici pasti in ristoranti e trattorie in cambio
di più economici pranzi al sacco. In tale ambito, diventano utili i 6.512 punti vendita di Campagna Amica. Presenti in tutta Italia, questi permettono di acquistare cibi genuino a prezzi
vantaggiosi, spesso in rapporto diretto con l’azienda o l’agriturismo produttivo.

Inoltre, non va trascurato l’amore per il made in Italy della tavola. Il Paese vanta 4.671 specialità tradizionali alimentari, realizzate con regole vecchie almeno di 25 anni e sistemi
omogenei sul territorio.

La voglia di spender poco e l’amore per la cucina tipica sta dietro anche al fenomeno delle sagre.

Frequentate dal 30% degli italiani vacanzieri, queste fanno nascere un giro d’affari di circa 350 milioni di euro, con 18.000 eventi sull’intero territorio.

E poi, come annunciato, la questione dei souvenir. Anche qui, da un lato la crisi spinge al risparmio e l’amore per l’alimentare spinge verso la buona tavola. Ecco così che la maggior
parte (63%) degli italiani punta al ricordo da mangiare: vino, formaggio, salumi, conserve od olio d’oliva. Ben distante tutto il resto, come i ricordi commerciali (magliette e cartoline),
amati dal 19%, ed i prodotti artigianali, irrinunciabili solo per il 10% dei turisti.

Matteo Clerici

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