Vacanze: a seconda del Paese s’ingrassa o si dimagrisce

Vacanze: a seconda del Paese s’ingrassa o si dimagrisce

By Redazione

Settembre tempo di bilanci. Così, di ritorno dalle vacanze, spesso si sale sulla bilancia e si scopre di aver preso dei chili. Questo fenomeno non è casuale, né raro: a
seconda della destinazione, s’ingrassa o si dimagrisce.

Questa l’opinione di Thomas Cook, sito Web britannico.

I suoi rappresentati hanno lavorato con 350 abitanti del regno unito, intervistandoli (e pesandoli) prima e dopo le ferie. Poi, i dati sono stati confrontati: risultato, solo il 20% è
tornato più magro, gli altri hanno mantenuto il peso o sono ingrassati. Più vulnerabili gli uomini, il 50% aveva preso 2,5 di media, meno le donne, il 40% con 650 grammi in
più. Di seguito, è allora nata la lista dei Paesi “buoni” e quella dei Paesi “cattivi”.

L’elenco degli Stati che fanno ingrassare è guidato dalla triade Cipro, Turchia, Portogallo: bastano 10 giorni per aumentare di un chilo. Seguono Stati Uniti, Paesi Bassi, Francia,
Italia.

L’elenco dei buoni è molto più corto: Irlanda, Canada e Germania (1,75 kg persi in dieci giorni).

Così, frequentatori e gestori del sito hanno cercato di definire i perché del fenomeno. Spiegazione più comune, la cucina del Paese scelto è troppo ricca di grassi.

Tale idea non convince gli addetti ai lavori, secondo cui i motivi sono più variegati. All’origine dell’aumento di peso in vacanza, un’insieme di fattori: meno attenzione culinaria,
desiderio di mangiare “strano” e di più del solito, mancanza o scarsità di esercizio fisico. Senza trascurare l’alcol, con il 47% degli intervistati che ammette bevute
extra-large.

Riassume così la dottoressa Laurence Margot, dietista e coordinatore di Green Gamma a Vaud (Losanna): “Credo che perdere peso sia più legato al tipo di vacanza trascorso
più che alla tradizione culinaria. Molti dei paesi leader in questa indagine sono destinazioni a offerte “all inclusive”. Ci sono alcuni turisti che stazionano sulla spiaggia, senza fare
movimento, in attesa di tuffarsi sulle pietanze garantite in quantità dalla formula all-you-can-eat”.

Allora, per la dottoressa, la soluzione sta nel moto e nella ginnastica: facendo questo, si può godere della cucina straniera.

Matteo Clerici

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD