Un'Europa più attraente per i migranti altamente qualificati

La Commissione ha adottato in data odierna due proposte legislative nel settore della migrazione economica, la prima mira a formulare una direttiva-quadro destinata all’ammissione nell’Unione
di migranti altamente qualificati e istituisce a tal fine la Carta blu UE. La seconda concerne una direttiva che crea una procedura uniforme per la richiesta di un permesso unico di residenza e
lavoro, e stabilisce un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro.

Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha commentato: “L’immigrazione a fini lavorativi in Europa dinamizza la nostra competitività e di conseguenza la nostra
crescita economica. Aiuta inoltre a far fronte ai problemii demografici causati dall’invecchiamento della popolazione. Ciò è particolarmente vero per la manodopera altamente
qualificata. Con la proposta adottata oggi sulla Carta blu UE stiamo mandando un segnale chiaro: gli immigrati altamente qualificati sono i benvenuti nell’Unione europea. Proponiamo inoltre di
offrire una serie precisa di diritti a tutti i cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente nell’UE. Questo proteggerà i cittadini dell’UE dalla concorrenza sleale sul mercato del
lavoro e promuoverà l’integrazione degli immigrati nelle nostre società”.

Il vicepresidente Franco Frattini, commissario responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, ha dichiarato: “La capacità dell’Europa di attirare immigrati altamente
qualificati è un indicatore della sua potenza a livello internazionale. Vogliamo che l’Europa diventi una destinazione interessante almeno tanto quanto le mete migratorie privilegiate
come l’Australia, il Canada e gli Stati Uniti. Dobbiamo far sì che i lavoratori altamente qualificati cambino la loro percezione del mercato del lavoro europeo, oggi governato da
procedure di ammissione incoerenti tra loro. Altrimenti, l’Europa continuerà a ricevere soltanto immigrati con qualifiche basse e medie. Per invertire questa tendenza è
indispensabile avere una nuova prospettiva e disporre di nuovi strumenti. Vogliamo inoltre ridurre al minimo il rischio della fuga dei cervelli dai paesi in via di sviluppo. È ciò
che proponiamo oggi”. Ha poi aggiunto che “la seconda proposta garantisce che TUTTI gli immigrati che vengono a soggiornare e lavorare legalmente nell’UE beneficino di diritti socioeconomici di
base, collegati al lavoro. Non può esistere una politica equilibrata e giusta in materia di migrazione dei lavoratori se l’Europa non si mostra pronta e determinata a difendere i
più vulnerabili tra i lavoratori provenienti da paesi terzi”.

Ammissione degli immigrati altamente qualificati

La proposta di direttiva sull’ammissione degli immigrati altamente qualificati mira a stabilire condizioni di ingresso e soggiorno più vantaggiose per i cittadini di paesi terzi che
intendono svolgere lavori altamente qualificati negli Stati membri dell’UE, con l’introduzione di una “Carta blu UE”.

La proposta non dà luogo a un diritto di ammissione. Il sistema è interamente fondato sulla domanda, rispetta pienamente il principio della preferenza comunitaria e la competenza
conferita agli Stati membri di decidere il numero di persone ammesse. Poiché il fabbisogno dei mercati del lavoro varia da uno Stato membro all’altro, il sistema comune proposto è
flessibile e centrato su alcuni punti chiave. Ad esempio, introduce una procedura accelerata basata su criteri comuni. Quando un cittadino di un paese terzo è ammesso in virtù di
questo regime, riceve un permesso speciale di soggiorno e di lavoro, chiamato “Carta blu UE”, che gli conferisce una serie di diritti socio-economici e condizioni favorevoli per il
ricongiungimento familiare. Si prevede anche un accesso agevolato al mercato del lavoro.

Nel tentativo di risparmiare ai paesi in via di sviluppo, specialmente in Africa, gli effetti negativi della fuga dei cervelli, la proposta invoca norme etiche per limitare – se non addirittura
impedire – che gli Stati membri promuovano l’assunzione di lavoratori in paesi in via di sviluppo che soffrono già di gravi fenomeni di fuga dei cervelli, e contiene misure di
agevolazione per la migrazione circolare.

Procedura unica di domanda/ permesso unico e insieme comune di diritti

La seconda proposta è di natura orizzontale ed è destinata a semplificare le procedure per tutti i potenziali immigrati che chiedono di soggiornare e lavorare in uno Stato membro.
Vuole inoltre garantire un insieme comune di diritti, analoghi a quelli di cui beneficiano i cittadini dell’UE, a tutti i lavoratori di paesi terzi che sono già stati ammessi in uno
Stato membro e vi lavorano legalmente. Non armonizza le condizioni di ammissione applicabili agli immigrati per motivi di lavoro, che rimarranno disciplinate dagli Stati membri.

La proposta prevede quindi un sistema a “sportello unico” per tutti i richiedenti. Introduce una procedura unica di domanda, più semplice e snella sia per il datore di lavoro che per gli
immigrati, e che istituisce alcune garanzie (accesso alle informazioni circa i documenti necessari per la presentazione della domanda, obbligo di motivare i rifiuti e obbligo di prendere una
decisione in merito alla domanda entro 90 giorni). Una volta ammesso, l’immigrato riceverà un “permesso unico”, grazie al quale potrà soggiornare e lavorare per il periodo
autorizzato: in pratica, le informazioni sull’accesso al mercato del lavoro figureranno sul permesso di soggiorno.

Riconoscendo il contributo offerto dai lavoratori immigrati legali all’economia dell’UE, e al fine di aiutarli a integrarsi in modo più efficace, la proposta vuole garantire loro diritti
socio-economici di base allo stesso livello di quelli dei cittadini degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro e le retribuzioni, l’istruzione, i diritti
sindacali e la sicurezza sociale.

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