Una fondazione per i vini rosati

Una fondazione per i vini rosati

Una fondazione per i vini rosati, dedicata alla loro tutela e pensata alla per la loro valorizzazione.

Questo quanto nato dall’azione del ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, Mario Catania e dall’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefano, in
qualità di Coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni.

Queste due personalità hanno recentemente sottoscritto a Lecce (Castello Aragonese) i documenti necessari per la la costituzione di una Fondazione come Presidio per la tutela e la
valorizzazione dei vini rosati. La Fondazione sarà patrocinata dal ministero.

Dietro tale azione, i passi avanti del vino rosato. Da parente povero di bianco e rosso questo è recentemente diventato protagonista del settore, sfruttando al massimo la capacità
di adattarsi a varie pietanze e piacere anche ai palati più esigenti.

Ecco allora la Fondazione dedicata, che vedrà come Soci Promotori le Regioni e le Province interessate, mentre Soci partecipanti saranno gli imprenditori vitivinicoli e le associazioni
inserite nel settore: da AIS a Slow Food, poi Accademia della Vite e del Vino, Strade del Vino, Assoenologi.

Così il Ministro Catania: “E’ grazie al saper fare dei nostri imprenditori, che sanno coniugare tradizione e innovazione, che il patrimonio enologico italiano si è saputo
affermare a livello internazionale puntando su elementi vincenti, quali una varietà e un’identità territoriale uniche al mondo, una presenza in tutti i segmenti di mercato con un
ottimo rapporto qualità-prezzo e una capacità di esportare diffusa a tutto il sistema. Il vino rosato è un esempio significativo dell’eccellenza del sistema vitivinicolo
italiano e l’iniziativa di oggi ci consente di dargli il giusto risalto, affrancandolo da una percezione di una parte del pubblico che non gli assegna il suo giusto valore, non ponendolo allo
stesso livello dei grandi vini rossi o bianchi. Ma non è così: il nostro rosato si è conquistato nel mondo uno spicchio di mercato importante proprio perché è
un prodotto di qualità superiore e continuerà a esserlo, anche perché a Bruxelles abbiamo difeso la sua regolamentazione, impedendo che si potesse ottenere attraverso il
taglio tra vini bianchi e rossi”.

Matteo Clerici

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