Un “salvagente” attorno a Milano per la spesa di frutta e verdura

Milano, 11 Ottobre 2007 – Contro il caro prezzi gli orticoltori di Milano e Lodi puntano sulla vendita diretta dei prodotti, “sono sempre di più le aziende agricole che aprono
piccoli spacci a disposizione dei consumatori” spiega Mario Bossi, presidente dei quasi 140 orticoltori riuniti nel Consorzio di Milano (nato nel 1932) e che ogni giorno all’alba portano la
loro verdura all’ortomercato del capoluogo lombardo.

Domenica mattina, 14 ottobre 2007, a Truccazzano, presso l’Antico Podere di Rezzano, nell’ambito della ricorrenza di San Foca (martire sotto Diocleziano e patrono degli orticoltori), Bossi
traccerà un quadro del settore. “Ormai attorno a Milano esiste una vero e proprio salvagente per la spesa di frutta e verdura – spiega – con spacci a Cormano, Cernusco, Mediglia,
Settala, Nova Milanese e Magenta. Tanto per citare solo alcune località. Nella maggior parte dei casi il risparmio è buono, anche in rapporto ad alcuni prezzi che si possono
trovare nei supermercati. Certo non pensiamo di fare concorrenza ai centri commerciali, ma solo di offrire un’opportunità di acquisto in più ai consumatori e un canale di vendita
aggiuntivo per i nostri associati, che stanno affrontando situazioni difficili”. A partire dal futuro dell’ortomercato fino alla gestione della manodopera stagionale che, nonostante tutti gli
sforzi delle istituzioni locali e le sollecitazioni della Coldiretti di Milano e Lodi, continua ad avere grossi problemi.

“Anche quest’anno – spiega Bossi – abbiamo chiesto a marzo i permessi per i lavoratori stranieri da impiegare nella raccolta e ad alcuni la risposta è arrivata solo adesso, mentre altri
non hanno saputo proprio più nulla. Così non si può andare avanti. Non dimentichiamo che le nostre aziende svolgono un importante ruolo di integrazione sociale degli
stranieri, che spesso hanno il primo contatto professionale con l’Italia proprio nel settore agricolo. Forse sarebbe il caso di pensare pure a Milano a contratti speciali dedicati proprio al
personale che fa la raccolta nelle aziende orticole”. Dove, però, resta molto forte il ruolo del lavoro familiare grazie anche alla crescita di una nuova generazione di giovani
imprenditori, dopo la crisi di “vocazioni” vissuta dal settore negli anni Ottanta e Novanta. “Adesso, invece – spiega il presidente degli orticoltori – sono sempre di più i figli che
prendono in mano le aziende dei genitori per portarle avanti e svilupparle. E’ una passione che rinasce. Anche nei bambini, come vedo io con mio figlio che ha solo 12 anni”. Ma non ci sono solo
i piccoli orticoltori a crescere. Infatti accanto alle tradizionali zucchine e insalate lombarde, si stanno diffondendo cavoli cinesi, coriandolo e pakcioi, produzioni originarie dell’Asia ma
“adottate” dagli orticoltori di Milano e Lodi per venire incontro alle esigenze dei consumatori stranieri, in particolare cinesi e sudamericani.

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