Un pancreas artificiale per i malati di diabete
5 Febbraio 2010
Un pancreas sintetico in grado di misurare autonomamente la glicemia e somministrare insulina in maniera corretta, per aiutare gli affetti da diabete a gestire la malattia.
E’ l’obiettivo di una ricerca dell’Università di Cambridge, diretta dal dottor Roman Hovorka e pubblicata da “The Lancet”.
Attualmente, i malati di diabete devono controllare “da soli” la propria insulina, iniettandosi il farmaco ogni volta che la glicemia sale. In caso di errori (frequenti tra i bambini) si va
incontro a sbalzi della glicemia, pericolosi per la salute.
In particolare, il team di Hovorka si è concentrato sul diabete di tipo 1 (o diabete giovanile). Per combatterlo si è così ideato il pancreas sintetico (al momento, solo un
prototipo). Tale pancreas è in grado di misurare (tramite algoritmi ben definiti) la glicemia del soggetto, fornendo la dose necessaria d’insulina, in maniera autonoma e senza errori. In
particolare, il dispositivo è in grado di gestire anche situazioni ad alto rischio, come la pratica sportiva o il consumo di pasti abbondanti.
Ad oggi, gli scienziati hanno messo alla prova la loro creazione in 3 studi clinici, condotti presso l’Addenbrookés Hospital di Cambridge, tra Aprile 2007 a Settembre 2008.
Il pancreas artificiale creato dalla squadra di Cambridge è stato testato in competizione con un altro congegno, che rilasciava insulina in dosi predefinite, che quindi non sente in
tempo reale il bisogno del paziente. Il tutto su bambini adolescenti, d’età compresa tra i 5 ed i 18 anni.
I volontari indossavano una delle due macchine nel sonno, ed erano controllati da un’infermiera. L’osservazione ha dimostrato come il pancreas di Hovorka e compagni fosse in grado di gestire
meglio la glicemia, dimezzando il rischio di ipoglicemia notturna in ogni condizione del bambino (indipendentemente da cosa ha mangiato a cena o dallo sport che ha fatto di giorno).
Secondo il dottor Hovorka, il “suo” pancreas è abbastanza preciso da essere sicuro anche in ambiente domestico, senza cioè la sorveglianza di un esperto.
In ogni caso, la ricerca è ancora in corso: attualmente, gli scienziati stanno pensando ad un dispositivo completamente automatico che trasmetta in wireless i dati dal misuratore
glicemico in modo da rendere inutile il controllo manuale.
Matteo Clerici




