Umbria: Agricoltura – Ritardi nei pagamenti dei premi

Umbria: Agricoltura – Ritardi nei pagamenti dei premi

Umbria – I ritardi che si sono manifestati negli ultimi due anni del pagamento dei premi agli agricoltori non possono che essere accreditati ad una eccessiva burocrazia delle procedure
istruttorie, spesso assai complesse, e nel malfunzionamento di Agea.

Un sistema che manifesta una evidente assenza di “applicativi” indispensabili per la propedeutica consultazione delle Domande e successiva gestione delle anomalie.

A questo deve poi aggiungersi un cronico “blocco” informatico del sistema che non consente agli uffici del Centri autorizzati di assistenza (Caa) quella adeguata programmazione del lavoro,
indispensabile e di vitale importanza  in tali contesti.

In questo quadro, che accomuna Piano di sviluppo rurale e Domanda Unica, le imprese agricole umbre vivono oramai in una cronica condizione di disagio e forte preoccupazione per le
difficoltà gestionali in cui tale situazione li obbliga ad operare. E’ quanto evidenzia, in un comunicato, la Cia dell’Umbria.

La Regione dell’Umbria – ricorda la Cia regionale – decise nei scorsi anni di non dotarsi di un proprio Organismo Pagatore per i premi agli agricoltori derivanti dalla Politica agricola comune.
Fu quella una scelta responsabile da parte della presidente Lorenzetti motivata dal non appesantimento della spesa pubblica che la Cia Umbria condivise.

La scelta era anche motivata dal fatto che esisteva ed operava dal 1994 l’Agenzia per l’erogazione in agricoltura (che poteva svolgere questo servizio attraverso una convenzione tra le parti a
costo zero). Quella scelta rispondeva anche alla logica di fare sistema tra regioni.

Altre Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e da ultimo la Basilicata!) invece si sono dotate di un proprio Organismo pagatore regionale.

A fronte di queste scelte ci sono centinaia di agricoltori umbri – avverte la Cia regionale – che non riescono a ricevere quanto a loro spetta legittimamente relativo ai premi dell’anno 2007!

I ritardi di maggiore gravità si evidenziano in particolare per il Psr agroambiente-Campagna 2007 per il quale, nonostante il grande impegno dell’Arusia, ancora molto rimane da fare in
termini di liquidazione delle domande. Alla data odierna, comunque, la situazione – rileva la Cia Umbria – è sicuramente migliorata rispetto alla metà del mese di aprile.

I motivi per cui gli agricoltori umbri, come quelli di altre regioni, non riescono a ricevere quanto loro spettante sono dovuti all’aggiunta di inutili obblighi con decisioni nazionali che non
trovano riscontro né nella legislazione comunitaria, nè in altri paesi europei.

Al danno si aggiunge la beffa in quanto le medesime imprese non possono ricevere l’anticipo del 75 per cento per le Domande Psr 2008 perché non totalmente liquidate nell’anno precedente.

Una situazione insostenibile anche in relazione alle scelte che – sostiene la Cia Umbria – il ministero ed Agea hanno compiuto sulla redazione delle Domande Uniche 2008 e le Domande Psr 2008,
dove da una parte le Amministrazioni hanno proposto un dato di riferimento territoriale validato e a cui le aziende si sono adeguate, mentre in fase di verifica le stesse hanno cambiato i
criteri già fissati, con il risultato che migliaia di produttori si ritrovano oggi in anomalia e non liquidati per il cambiamento delle regole in corsa, senza esserne stati minimamente
informati.

Alla luce di questa situazione dei fatti – ricorda la Cia Umbria –  il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi ha preso carta e penna ed ha inviato una lettera al  ministro
delle Politiche Agricole Luca Zaia, al commissario straordinario di Agea Franco Contarin, ai ministri della Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta e della Semplificazione
normativa Roberto Calderoli oltre che agli assessori regionali all’Agricoltura, denunciando la grave e paradossale situazione che vivono migliaia di agricoltori italiani.

In definitiva, la Cia Umbria chiede che a partire da quest’anno i pagamenti del Piano di sviluppo rurale avvengano almeno con gli stessi criteri già adottati per la Domanda Unica: avvio
delle liquidazioni il primo dicembre dell’anno di presentazione della domanda per concludersi entro i sette mesi successivi (30 giugno).

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