UGL: il 30 ottobre si ferma la scuola

 

Il 30 ottobre si fermano i lavoratori della scuola. Il 14 novembre quelli dell’Università e della Ricerca. L’Ugl conferma le giornate di sciopero dopo il mancato
confronto con il governo più volte sollecitato per condividere la riforma che investirà il sistema di istruzione e formazione del Paese.

Nonostante i richiami, anche del presidente della Repubblica, al buon senso e al dialogo, il governo va avanti e manca l’occasione di aprire un confronto con le organizzazioni
sindacali. La preoccupazione dei lavoratori, come degli studenti e delle famiglie è forte.

“Siamo tutti consapevoli – ha detto il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini – dell’opportunità di una riforma strutturale della scuola, che
possa durare nel tempo, ma ciò richiede il coinvolgimento di tutti, del governo, delle parti sociali e dell’opposizione, una delegittimazione dei soggetti sociali come
interlocutori rischia di essere una deriva pericolosa”.

L’Ugl Scuola stigmatizza il mancato confronto con il sindacato e rimarca come “la riforma della scuola debba puntare al recupero del merito e alla centralità dello
studente così come ad una maggiore qualificazione di tutto il personale, senza dimenticare la necessità di garantire servizi fondamentali per le famiglie come il tempo
pieno e il sostegno ai soggetti più deboli”.

Anche sul fronte dell’Università l’Ugl rileva come proprio a fronte dell’analisi corretta delle condizioni attuali dell’Università illustrata dal
ministro Gelmini, “servirebbe una riforma strutturale e condivisa, invece dei tagli indiscriminati che si prospettano in termini di risorse, di personale, precari compresi, e di
turn over. Per non parlare della prospettiva di una forma di privatizzazione delle Università che non risponde al principio costituzionale sul diritto allo studio”.

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