Uccisi due orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Roma, 2 Ottobre 2007 – Trovati morti nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) due orsi, uno è il famoso orso Bernardo, conosciuto da anni dalla popolazione per le sue
visite notturne nei pollai dei centri abitati del Parco, l’altro è una femmina ritrovata meno di 24 ore dopo nel territorio montano di Gioia dei Marsi (L’Aquila).

Grande il rammarico di Legambiente che commenta per bocca del suo responsabile aree protette e territorio, Antonio Nicoletti, “Non ci sono parole per definire l’ennesima mattanza di orsi al
Parco Nazionale d’Abruzzo, se non delinquenza pura e brutale alla quale bisogna rispondere con la massima determinazione nell’annientare il bracconaggio”.

Il ritrovamento è stato fatto dal personale che seguiva l’orso attraverso il radiocollare satellitare che aveva smesso di trasmettere il segnale. Una tecnologia utile a studiarne tutti i
movimenti e le attività quotidiane per acquisire maggiori conoscenze per una più mirata gestione.

Continua lo stillicidio delle uccisioni degli orsi, la piccola popolazione residua nel PNA e Centro-Appennino, stimata in circa 40-50 individui, vede con l’uccisione dei due orsi, ridursi del
4% in un colpo solo.

“Tutto ciò – continua Nicoletti – nonostante il plantigrado sia tutelato da leggi nazionali ed internazionali (specie prioritaria in Direttiva europea 43/92 – habitat). La causa della
morte sembra ormai certa essere per avvelenamento da anticrittogamici, che, seppure potentissimi veleni, si possono acquistare senza nessun controllo particolare. A questo punto – conclude il
responsabile aree protette e territorio di Legambiente – diventa fondamentale dare concreta attuazione agli accordi e alle strategie già messe in campo in questi anni per la tutela
dell’orso bruno marsicano”.

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