Troppi cuochi, meglio fare il MaÎtre

Troppi cuochi, meglio fare il MaÎtre

Oggi i ragazzi e le ragazze sono affascinati dai divi Chef e allora tutti a scuola per conquistare il Toque* .

Il turismo in Italia è in crescita, e aumenterà la domanda di personale capace ad accogliere nel giusto modo i turisti stranieri. Le cucine però non potranno accogliere tutti i cuochi che verranno “sfornati” nei prossimi anni dalla moltitudine di Istituti Alberghieri, ma ci sarà una forte richiesta di professionisti dell’accoglienza. Gualtiero Marchesi diceva che il successo di un ristorante era dovuto all’80% dal cuoco e il 20 dall’accoglienza. Da qualche anno è convinto del contrario.

untitled Dagli anni ’70 -grazie anche ad AMIRA- infatti la figura del MaÎtre si è rivalutata parecchio e offre grandi prospettive di lavoro e di soddisfazione, sia in Italia che all’estero.

Grazie a Giulio Biasion anche i MaÎtre hanno il loro “Master Chef” (pardon “Master MaÎtre”
Giuseppe Danielli

 

Troppi cuochi, meglio fare il MaÎtre

CONCLUSO 1° CONCORSO MASTER MAITRE a Tecno&Food

Tecno&Food, un successo la prima edizione di Master MaÎtre. Ora anche il ‘servizio di sala’ ha una sua identità

Considerato come uno degli eventi più importanti di Tecno&Food il Concorso Master Maître – al debutto nazionale in quanto unico evento dedicato al ‘servizio di sala’ nel mondo della ristorazione – ha ottenuto il plauso sia dei concorrenti, sia dei numerosi giurati in rappresentanza di varie categorie del settore professionale: dall’ospitalità alle Associazioni di categoria, dal giornalismo al mondo degli chef.

i-primi-tre_3La sfida unica tra i giovani aspiranti Responsabili di Sala, individuati attraverso una selezione che ha coinvolto i più qualificati Istituti Alberghieri italiani (8 team in semifinale e 4 in finale). Il nuovo approccio che gli organizzatori hanno voluto dare a tale ruolo è quello di aprire queste professioni ai giovani sia motivandoli a proseguire su questa strada, sia rendendo il cameriere ed il maître protagonisti in un ristorante, al pari dello chef e della cucina.

mg_team-vincitoreNella finale a quattro team del Concorso i risultati sono stati molto lusinghieri dimostrando che molti Istituti Alberghieri stanno lavorando bene, puntando anche su tale settore, oltre a quello della cucina. Secondo Giulio Biasion, ideatore e coordinatore dell’evento con il prezioso contributo organizzativo dato dalla Fiera di Padova e la fattiva collaborazione di RENAIA (l’Associazione che raduna i migliori Istituti alberghieri italiani), nonché delle importanti realtà associative quali FIPE, Fipe Veneto, Confcommercio e Federalberghi Veneto, la didattica innovativa è stata recepita dai ragazzi molto bene e tutti hanno descritto sia i piatti del loro territorio che quelli degustati dalla giuria. Tra i nomi di questa citiamo quello di Erminio Alajmo, celebre ristoratore padovano nonché Presidente di Fipe Veneto , del Presidente di Renaia Ilario Ierace, nonché di Sergio Moretti, importante dirigente della FIPE.

Veniamo ai premiati della finale, tutti team di ragazzi estremamente preparati, sia nel comunicare i piatti ed i prodotti con la tecnica dello ‘storytelling’, la spiegazione ai clienti da parte di maître e camerieri dei menù, dei piatti e dei prodotti del territorio e del locale, sia in tutte le fasi del servizio.

1° Concorso Master Maitre:

  1. Istituto Carlo Porta, Milano (team: Macario Nicolò, Ceccarelli Selene, Pasculli Alice)
  2. Ist. Stringher, Udine (team: Angelini Emanuele, Matviyiv Nazary, Bassutti Chiara)
  3. Ist. Scappi, Castel San Pietro Terme (Bo) (team: Piazza Andrea, Sansone Mattia, Martignani Vanessa).

“Con questo evento che è stato apprezzato anche dal pubblico – sottolinea Giulio Biasion, direttore del periodico L’Albergo e coordinatore di Master Maître – abbiamo dimostrato che anche la ‘sala’ può fare spettacolo ed essere appetibile a livello mediatico, proprio come già succede con la cucina. Comunicare questo settore e aumentare la sua visibilità significa anche contribuire alla sua crescita: se i giovani si dedicheranno con quella professionalità che già abbiamo riscontrato le prospettive per il futuro sono buone. Siamo certi che preparazione, professionalità e successo di un ristorante sono dati in gran parte da un buon servizio e questo il pubblico lo percepisce”.

Info: www.tecnoefood.it/ – www.albergo-magazine.it

Redazione Newsfood.com

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Toque* (da Wikipedia)
La toque blanche, o toque da cuoco, è il tipico cappello da cuoco.
Deriva dal francese toque, al femminile, che anticamente indicava una tipologia di cappelli generalmente cilindrici, successivamente indicanti una carica o una professione (ad es. il cappello del giudice) e, prima ancora, indicava le antiche parrucche dei nobili di Spagna e Francia.
È solitamente alto, a pieghe, spesso gonfio in cima, di color bianco, specifico per i cuochi e, in particolare, del capo chef durante l’attività culinaria. È il simbolo per eccellenza della professione e dell’arte culinaria, e cioè parte essenziale dell’abbigliamento tipico del cuoco

toque

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