Trieste: Utilizzare linee ferroviarie dismesse per organizzare treni storici e turistici

Trieste – La storia delle infrastrutture e dei servizi ferroviari della nostra regione è stata per molto tempo dimenticata e trascurata, nonostante l’enorme importanza di
quei binari per il Friuli Venezia Giulia: basti pensare allo sviluppo che travolse Trieste e il suo porto grazie alla Meridionale (la Vienna-Graz-Lubiana-Trieste, del 1857), o al boom
industriale del Friuli e dell’Isontino con l’arrivo del treno Venezia-Pordenone-Udine-Gorizia (1860). Poi, ecco la Pontebbana, la Transalpina, e il vecchio tram che collega tuttora
Trieste al Carso, a Opicina.

Tutte queste linee ferroviarie, il materiale rotabile conservato al Museo storico ferroviario di Trieste, possono senz’altro essere annoverati tra i beni culturali da preservare, che la
Regione può di conseguenza valorizzare, anche con strumenti normativi, a fini turistici e museali. Ed è da queste considerazioni che muove la proposta di legge di Giorgio
Baiutti (PD, primo firmatario), Piero Colussi (IdV-Citt ), Piero Camber e Gaetano Valenti per il PdL, presentata alla VI Commissione presieduta dallo stesso Camber.

La Regione – come ha spiegato Colussi illustrando il testo – in virtù di questa proposta di legge potrà acquisire linee ferroviarie dismesse per mantenerne intatto il
tracciato e organizzare treni storici e turistici, anche se non viene esclusa la possibilità di un futuro utilizzo per il traffico ferroviario pubblico, sia passeggeri che merci.
Solo nel caso in cui il riuso dei binari non fosse possibile, la Regione potrebbe progettare al loro posto piste ciclabili, salvaguardando comunque l’architettura originale dei
fabbricati ferroviari sorti lungo le linee. Sarà poi il Piano regionale annuale e triennale a definire la spesa dei conseguenti progetti di recupero.

Se da un lato si riconosce nel Museo ferroviario di Trieste una struttura che merita un intervento urgente di tutela per salvaguardare uno dei più importanti contenitori italiani
a tema, dall’altro si vorrebbe recuperare, come primo esperimento turistico-culturale, la linea ferroviaria dismessa Carnia-Tolmezzo. Una sorta di test che intende aprire la strada a
successivi ripristini, come la Pinzano-Casarsa o la Cervignano-Aquileia-Belvedere, o valorizzare linee ancora aperte al traffico – ma oggi scarsamente utilizzate – quali la
Gemona-Pinzano, o la Trieste Campo Marzio-Rozzol-Opicina-Monrupino.

La biblioteca civica “Vincenzo Joppi” di Udine diverrà invece il Centro di documentazione storica sulle ferrovie del Friuli Venezia Giulia (raccoglierà la documentazione
bibliografica e d’archivio della regione), mentre un ruolo più apertamente divulgativo e rivolto a sviluppare ulteriori collaborazioni con le scuole verrà riconosciuto
all’Archivio storico ferroviario di Casarsa della Delizia. E se la Conferenza dei trasporti storico-turistici, costituita dalle principali associazioni e istituzioni locali,
indicherà ogni anno gli indirizzi per la redazione del Piano annuale e triennale regionale, il Comitato tecnico e scientifico dei trasporti ferroviari storico-turistici
fungerà da raccordo tra la Direzione regionale cultura e la Conferenza, oltre a formulare il calendario dei treni storici sul territorio regionale e transfrontaliero.

Il provvedimento promuoverà anche un diverso modo di concepire il turismo culturale: con il treno, infatti, si potranno raggiungere, nei giorni festivi compresi, quei centri
della regione oggi irraggiungibili, come Palmanova, e si potrà lavorare in sinergia con musei, teatri e festival per attrarre nuovi spettatori e turisti.

Colussi, ricordando la nota dell’assessore ai Trasporti Riccardo Riccardi in merito alla norma, ha avanzato la proposta – accolta dalla Commissione – che sull’argomento sia coinvolto
anche l’assessore alle Attività produttive Luca Ciriani, proprio in considerazione della valenza turistica, e quindi economica, dell’iniziativa.

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