Treviso: «La diffusione delle sostanze da sballo tra i giovani – Analisi e Proposte»
6 Ottobre 2008
Quest’oggi al Park Hotel di Villa Fiorita di Monastier, il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro ha avviato i lavori del convegno «La diffusione delle
sostanze da sballo tra i giovani – Analisi e Proposte», promosso dalla Provincia di Treviso in collaborazione il Centro Studi Criminologici.
«L’argomento trattato nel convengo di oggi è quanto mai attuale, visti i tristi casi di cronaca successi di recente. Baby spacciatori che vendono ecstasy e cocaina a
scuola, una ragazzina di 15 anni che pur di avere droga ruba gioielli e soldi dal bancomat della madre: questo non è un film, ma una realtà vissuta anche con dolore da
alcune famiglie trevigiane».
È Comunque un’emergenza sociale, che deve essere affrontata. Questo è il terzo step, dopo il precedente convegno «La sicurezza nella città e nel
territorio» di aprile e il Questionario sulla sicurezza consegnato a tutti e 95 i sindaci della Marca Trevigiana a inizio settembre. Una quarta iniziativa si terrà
invece a fine novembre: una tavola rotonda sulla «violenza sulle donne» ha spiegato il presidente Muraro «Come ho sempre in prima persona promesso, la Provincia
si è dunque impegnata a 360 gradi sul tema della sicurezza, analizzando nel profondo ogni singola sfaccettatura di questa problematica che affligge la nostra nazione e in
particolare il territorio trevigiano».
L’Osservatorio sulla Criminalità è stato voluto, appunto, per offrire una base dati concreta, attendibile e unica sulla quale fondare le azioni da prendere in
merito alla sicurezza e alla percezione cittadini.
Fondamentale resta comunque la collaborazione e il coinvolgimento delle forze dell’ordine. E proprio per questo non posso fare a meno di citare il grande progetto di
videosorveglianza che è ormai prossimo all’ottenimento del finanziamento regionale e che comunque ha già ottenuto il plauso del Ministro Maroni nell’ultima sua
visita qui da noi. Lancio anche da questa sede un appello: «Federalismo, subito, significa avere più risorse da investire localmente in azioni e servizi a favore
della famiglia. Federalismo per sostenere progetti a supporto delle forze dell’ordine e per appoggiare associazioni volontarie nel difficile compito di contrastare il dilagare
delle trasgressioni dei giovani come l’abuso di droga o alcol» chiude Muraro.




