Toscana: Crisi, Garantiti prestiti dalla Regione per 480 milioni di Euro

Firenze: I provvedimenti per arginare la crisi economica e finanziaria erano stati annunciati dal presidente Martini a novembre, frutto di un approfondito confronto con categorie
economiche, sociali, banche, fondazioni, università, camere di commercio, enti locali e Regione. 

E’ stata la firma con gli istituti bancari, per mettere nero su bianco gli accordi che riguardano le imprese: la Regione ci mette 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi
Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti, per garantire liquidità alle imprese che hanno acceso prestiti
a breve, da consolidare su un termine più lungo, e alle imprese che vogliono investire.

«All’inizio del nuovo anno – annunciano il presidente della Toscana Claudio Martini e l’assessore al bilancio e alle finanze Giuseppe Bertolucci – sarà poi la
volta delle famiglie in difficoltà perché uno dei componenti ha perso il posto di lavoro. Ci sederemo di nuovo attorno ad un tavolo e firmeremo un ulteriore accordo con il
sistema bancario». Le misure, ancora allo studio, riguarderanno i lavoratori che hanno acceso un mutuo per la prima casa e ora sono in difficoltà, applicabili anche a chi
ha scelto un mutuo a tasso fisso (e non solo variabile).

Ossigeno per Imprese con debiti, aiuti per chi vuole investire

Sono stati costituiti due nuovi fondi di garanzia per le piccole e medie imprese che complessivamente attiveranno finanziamenti per almeno 480 milioni. I fondi saranno gestiti da Fidi
Toscana, la finanziaria della Regione. Il primo fondo di 15 milioni servirà a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese. Ciò significa dare ossigeno ad aziende
troppo esposte e consentire loro di passare a debiti a medio lungo termine. Il secondo fondo da 33 milioni sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno
fino all’80 per cento del finanziamento bancario (il massimo consentito dalla legge). La concessione del finanziamento sarà decisa dalla banca, previa insindacabile e
autonoma valutazione del merito creditizio.

I finanziamenti potranno essere richiesti da imprese di qualsiasi settore, compresa l’agricoltura.

Spread dallo 0,80 all’1,95 per cento

Pur in una situazione in cui i costi di provvista tendono ad aumentare, le banche si sono impegnate a non alzare i tassi. Il tasso applicato è la somma dello spread, deciso dai
singoli istituti e in questo caso concordato nella sua misura massima con il protocollo firmato oggi, e l’indice Euribor (per le operazioni a tasso variabile) o l’indice IRS (per
le operazioni a tasso fisso), che invece variano nel tempo. Le banche si sono impegnate a mantenere per lo più gli stessi spread decisi con il protocollo firmato due anni fa.

Tutto dipende però dal merito creditizio. Imprese ‘più sane’ o ‘promettenti’ avranno tassi naturalmente più favorevoli. Più breve sarà il prestito e
più basso sarà il tasso.

Per le imprese che devono consolidare il proprio debito a breve, lo spread massimo oscillerà tra lo 0,90 e l’1,85 per cento. Per chi deve investire la forbice è tra lo
0,80 e l’1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni si va dallo 0,4 all’1 per cento. Con un tasso Euribor che si muove oggi attorno al
3,5 per cento, i tassi massimi applicabili oscilleranno complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento.

 

Leasing e smobilizzo di crediti verso pubbliche amministrazioni.

Anche per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese verso le pubbliche amministrazioni, i tassi e le condizioni rimarranno pressoché inalterati rispetto all’accordo del
2006. Potranno essere smobilizzati crediti di imposta, contributi, agevolazioni e altri benefici economici.

I due fondi di garanzia attivati dalla Regione Toscana potranno intervenire anche a sostegno di investimenti realizzati con il ricorso al leasing.

A chi rivolgersi

Sono ventitre gli istituti bancari toscani (o con sportelli in Toscana) che hanno firmato l’accordo di oggi, che non sostituisce ma si affianca al protocollo firmato con con gli
istituti bancari il 14 aprile 2006 (e valido fino al 2010) e quello del 14 dicembre dell’anno scorso. Ventitre istituti che, per la presenza della Federazione dei Crediti cooperativi
che comprende oltre quaranta banche, diventano alla fine più di sessanta. A questi istituti le imprese in cerca di finanziamenti dovranno rivolgersi per poter godere delle
garanzie e dei tassi favorevoli previsti dal protocollo. Hanno firmato stamani il gruppo Monte dei Paschi di Siena, la Banca Cr di Firenze, la Cassa di risparmio di La Spezia, la Cassa
di risparmio di Pistoia e Pescia, Intesa San Paolo, la Banca Nazionale del Lavoro, la banca dell’Etruria e del Lazio, la Federazione Toscana Banche di Credito cooperativo, la Cassa di
risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, la Cassa di risparmio di Prato, la Cassa di risparmio di San Miniato, la Banca Carige, la Banca di Credito cooperativo di Cambiano, la Cassa di
risparmio di Volterra, la Banca popolare dell’Emilia Romagna, la Banca popolare di Cortona, la Cassa di risparmio di Carrara, la Banca popolare di Lajatico, il Centro Leasing Banca, la
Banca del Monte di Lucca, la banca Popolare Etica, la Banca di Credito Cooperativo di Fornacette e la Unipol Banca. Il protocollo rimane naturalmente aperto all’adesione di altre
banche.

 

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