Il decreto anticrisi per le famiglie spiegato punto per punto
4 Dicembre 2008
Il decreto legge varato dal governo si concentra su tre linee portanti: sostenere i più deboli; tutelare i lavoratori; motivare le imprese.
Il pacchetto anticrisi si fonda su sette strumenti: detassazione, trasferimenti netti, risparmi, sotto forma di minor costi, finanziamenti, garanzie, investimenti, accelerazione di
alcuni tipi di investimenti. ”Un insieme di strumenti – ha sottolineato il ministro Tremonti – che si applicano a un volume pari a 80 miliardi di euro, che non sono 80 miliardi
di maggiori spese pubbliche”
Bonus famiglie
Il bonus va da 200 a 1.000 euro e sarà destinato alle famiglie a basso reddito e lavoro dipendente e ai pensionati.
Ne beneficeranno 8 milioni di famiglie, per una spesa di 2,4 miliardi.
Verrà erogato a febbraio 2009, a cura del datore di lavoro o dell’ente previdenziale per i pensionati.
Il termine per la presentazione della domanda di accesso al bonus è il 31 gennaio 2009. La domanda va presentata al datore di lavoro o all’ente da cui si riceve la
pensione.
I beneficiari del bonus:
valore bonus
n. componenti famiglia
reddito fino
200 euro
1 persona
15 mila euro
300 euro
2 persone
17 mila euro
450 euro
3 persone
17 mila euro
500 euro
4 persone
20 mila euro
600 euro
5 persone
20 mila euro
1.000 euro
6 o più persone
22 mila euro
1.000 euro
famiglia con disabile a carico
35 mila euro
Non possono usufruire del bonus i lavoratori autonomi, i titolari di partita Iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro.
Tetto massimo del 4% per i mutui prima casa a tasso variabile già in essere
Misura di garanzia per chi ha un mutuo immobiliare a tasso variabile. L’importo delle rate dei mutui a tasso variabile a carico del mutuatario si calcola con riferimento al maggiore tra
il 4 per cento senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione, e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. In caso contrario lo Stato interviene e si
accolla la parte extra. Questo criterio di calcolo non si applica se le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore. La novità si applica ai mutui per
l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione della prima casa sottoscritti da persone fisiche fino al 31 ottobre 2008 e ai mutui rinegoziati entro la stessa data in applicazione
della Legge 126/2008. Previsti rimborsi in sede fiscale per i costi extra sostenuti dalle banche.
Mutui prima casa accesi nel 2009
Il tasso di base per calcolare l’interesse sarà quello stabilito dalla Banca Centrale Europea.
Blocco delle tariffe per il 2009
Vengono bloccate o ridotte le tariffe per tutte le forniture abituali (fuorché l’acqua) fino al 31 dicembre 2009; le tariffe autostradali sono bloccate fino al 30 aprile.
Dal primo gennaio 2009 le famiglie economicamente svantaggiate, che hanno diritto all’applicazione delle tariffe agevolate per l’energia elettrica, avranno diritto anche allo sconto
sulla bolletta del gas.
Fondo per i nuovi nati
Per aiutare le famiglie a sopportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita dei bambini.
Il Fondo, che sarà finanziato con 25 milioni per ciascuno degli anni del triennio 2009-2011, servirà a «favorire l’accesso al credito delle famiglie con un figlio
nato o adottato nell’anno di riferimento». Le modalità di organizzazione per il rilascio, saranno fissati con un decreto della Presidenza del Consiglio di concerto con il
ministero dell’Economia.
Bollette del gas meno care
Da gennaio 2009 bollette del gas ridotte del 15% per le famiglie a basso reddito. Questa riduzione andrà a favore dei cinque milioni di famiglie che usufruiscono delle tariffe
agevolate per l’energia elettrica da settembre 2008.
Carta acquisti
Carta acquisti di 40 euro al mese per sconti sulle bollette e acquisto di generi di prima necessità per pensionati ultra 65enni e famiglie con figli piccoli e a basso reddito. La
carta dà diritto ad altri sconti con le catene e i negozi convenzionati.
Sconti sui farmaci equivalenti
Da gennaio 2009 arrivano alcuni sconti sui cosiddetti farmaci equivalenti, con un taglio del 7 per cento, in attesa che sia l’Agenzia del Farmaco a rideterminare i prezzi entro il 31
marzo 2009. Scende anche il tetto per la spesa farmaceutica territoriale.





