Tenute Rubino, vendemmia: Minore produzione, ma grande qualità

Tenute Rubino, vendemmia: Minore produzione, ma grande qualità

Brindisi – Si è conclusa la raccolta delle uve bianche a Tenute Rubino e i primi dati sembrano confermare
che si tratti proprio di una vendemmia particolarmente buona: segnata da una minore produzione, ma anche da grande qualità. Stando alle prime valutazioni, infatti, la vendemmia di
quest’anno si sta orientando verso un risultato che, se anche il mese di settembre decorrerà nel migliore dei modi, non si esclude a Tenute Rubino (ed in buona parte del Salento) la
possibilità di firmare un millesimo tutto da ricordare.

Nelle quattro tenute aziendali che si estendono dalla dorsale adriatica fino all’entroterra brindisino (Jaddico, Marmorelle, Uggìo e Punta Aquila) la fase fenologica, di “apertura delle
gemme”, e quindi la partenza della campagna vitivinicola è stata registrata leggermente in ritardo rispetto a quanto successo nelle ultime annate, ma sostanzialmente in linea con la
media degli ultimi 10 anni.

Una primavera caratterizzata da un’alternanza di periodi asciutti con altri assai piovosi se, da un canto, ha reso più impegnativo il lavoro in vigna, dall’altro ha fatto sì che i
terreni potessero immagazzinare una sufficiente quantità di acqua per affrontare la stagione più asciutta. Il risultato sulla pianta e’ stato evidente: una maggiore vigoria
vegetativa, grappoli più piccoli e più equilibrio in fase di maturazione.

I vigneti, infatti, hanno manifestato da subito una vigoria ed uno sviluppo delle piante – continuato nel corso della stagione – davvero eccezionale, tanto da dover procede a ripetuti
interventi di gestione della chioma e potatura verde, gestione dei polloni e ripetuti interventi di “sfemminellatura”, con un maggiore impiego di ore lavorative. Tutte queste operazioni sono
state condotte – come è tradizione a Tenute Rubino – dal personale femminile specializzato e formato in azienda.

L’andamento climatico ha poi permesso, nonostante le informazioni iniziali che prefiguravano uno scenario di forti anticipi, di ritornare a un calendario di raccolta pressoché consueto,
mentre problemi di “colatura” (ridotta produzione di acini nel grappolo) hanno avuto la conseguenza di un’ulteriore riduzione delle quantità per ettaro; l’innalzamento delle temperature
della seconda quindicina di agosto ha influito ulteriormente sulla resa uva/vino, diminuendola e quindi ridimensionando ulteriormente la produzione. La stima che è stato possibile
elaborare fin da dopo la fase di allegagione ha rivelato un evidente calo di uva in pianta rispetto al 2010 che, approssimativamente, potrebbe essere valutato superiore al 20%.

Ma entriamo nel particolare: le tenute di Jaddico e Marmorelle, che si estendono lungo la dorsale adriatica, sono state influenzate dalla continua presenza di venti salmastri, provenienti dalle
splendide coste salentine. Le forti escursioni termiche tra giorno e notte e la composizione dei terreni, generalmente di medio impasto tendente al sabbioso, hanno generato uve di eccezionale
sapidità e mineralità. Un andamento climatico straordinario di cui hanno beneficiato anche le tenute di Uggiò e Punta Aquila, che sorgono nell’entroterra pugliese, a
Sud-Ovest di Brindisi. È in queste terre che le escursioni termiche conferiscono ai vini un’ottima persistenza aromatica.

Le prime varietà ad essere vendemmiate, a partire dalla seconda metà di agosto, sono state quelle a bacca bianca (Vermentino, Malvasia Bianca e Chardonnay). Le uve a bacca rossa
si presentano già più rosse e mature rispetto allo scorso anno, circostanza che anche in questo caso ha portato ad un anticipo della raccolta delle uve che inizierà con il
Primitivo e la Malvasia Nera e si concluderà con il Negroamaro e soprattutto con il Susumaniello che, rispetto alle altre varietà, ha una maturazione più lenta.

Infatti, se questa fine di settembre decorrerà nel modo più opportuno, ossia con giornate soleggiate ma fresche, soprattutto, con buone escursioni termiche notturne, i presupposti
perché si possano ottenere vini rossi ben strutturati, equilibrati e dalle straordinarie doti organolettiche, ci sono tutti.

Per le uve bianche, considerato che siamo ormai a vendemmia conclusa, si può avanzare una più certa considerazione di ampia soddisfazione sulla qualità delle uve e quindi
sui relativi risultati enologici. Sui vini rossi dell’annata 2011 le attese sono più che rosee: l’andamento climatico favorevole, con temperature mai eccessive, e la riduzione naturale
dei grappoli sulla pianta hanno permesso di raggiungere una esauriente maturazione degli antociani promettendo per i grandi rossi autoctoni della Puglia un profilo sensoriale ricco ed
equilibrato.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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