Tappo in sughero? No grazie…

Tappo in sughero? No grazie…

So che solleverò un po’ di polverone e la reazione sia dei nostalgici della tradizione che dei puristi del mondo del vino, oltre ovviamente al disappunto dei produttori di sughero,
tuttavia il tappo in sughero ha fatto il suo tempo e non ha più ragione di essere. Tutte le argomentazioni apportate alla sua causa del tipo “il vino che respira” o sui benefici effetti
apportati dal citato tappo in sughero sono state clamorosamente smentite ed i risultati pubblicati tempo fa su “Decanter”, rivista specializzata che non ha bisogno di presentazioni per gli
addetti ai lavori.

I vantaggi sono inequivocabili. Oltre al più evidente, quello per cui avremo finito di buttare nel lavandino non solo vini di infima qualità ma anche i più blasonati,
è stato provato che non solo per i bianchi, normalmente di consumo più veloce, ma anche per i rossi di lungo invecchiamento, per i quali qui le resistenze si fanno più
consistenti, le caratteristiche organolettiche rimangono inalterate nel tempo. Aggiungerei personalmente anche la comodità del tappo a vite che ci semplifica la vita (a chi non è
successo di dover aprire una bottiglia ma di aver scordato il cavatappi?) e ci salvaguarda da figuracce in impacciate acrobazie davanti agli ospiti nel maldestro tentativo di togliere un tappo
che poi magari si romperà!

Da notare poi il cronico italico ritardo su questo punto. Qui in Finlandia, dove mi trovo, la Alko, l’ente governativo preposto alla vendita delle bevande alcoliche, ha gli scaffali colmi di
vini, anche di pregio, con chiusura tramite tappo a vite, che provengono da tutto il mondo. Se noi italiani siamo ancora riluttanti su questa chiusura, con la sola compagnia forse di francesi e
spagnoli, il mercato internazionale la pensa diversamente ed i grandi produttori di ottimi vini sudafricani, californiani, cileni, australiani ecc… utilizza ormai la chiusura a vite per
prodotti che ottengono importanti riconoscimenti nei concorsi enologici.

Coraggio quindi, produttori nazionali, è ora di guardare al futuro. Il teatrino che ci propinano al ristorante, con primo sguardo alla bottiglia e successivo stappamento con annusamento
del tappo in sughero, appartiene al passato, sia pure se con fascino indiscusso.

Angelo Acino per Newsfood.com

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