Sviluppo sostenibile per la realtà agricola del sud Italia

Sviluppo sostenibile per la realtà agricola del sud Italia

By Redazione

Napoli – Per creare uno sviluppo competitivo dell’agricoltura del Mezzogiorno, che sia sostenibile nel tempo, occorre legare il prodotto agricolo ad una
serie di fattori unici ed esclusivi del territorio, alle capacità distintive e alle sue risorse specifiche. E’ quanto sostiene il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, che, parlando
ad un convegno a Napoli, ha individuato come “problema di fondo” le infrastrutture immateriali come il credito e la finanza, e la ricerca e l’innovazione.   

“Le aree di libero scambio saranno un vero dramma se avverranno senza sviluppare distintività e competitività”, ha spiegato Marini, sottolineando che occorre creare un vantaggio
differenziale facendo del Sud un grande bacino per la produzione del cibo italiano di qualità e centro della dieta mediterranea. “E’ difficile infatti fare impresa – ha detto – quando la
competizione avviene fra prodotti agricoli di base” e c’é di fatto il monopolio della domanda. L’agricoltura può giocare e vincere la scommessa dello sviluppo solo basandosi su
identità e legame con il territorio, tutto il contrario – ha continuato Marini – degli ogm, gli organismi geneticamente modificati, grandi alleati dell’omologazione.   

Il presidente di Coldiretti ha quindi parlato dei progetti di filiera, che “non possono fermarsi soltanto alle infrastrutture materiali (ponti, strade), perché il problema di fondo sono
quelle immateriali come credito e finanza, innovazione, ricerca, formazione e trading: non possiamo pensare di fare impresa se non siamo capaci di confrontarci con il mercato”.   

Ricordando il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli e con esso quello della redditività delle imprese, Marini ha spiegato che l’agricoltura non guadagna perché senza potere
contrattuale nella filiera. Da qui il progetto per una Filiera agricola tutta italiana, con l’obiettivo di dar valore al territorio con l’offerta di prodotti alimentari al 100% italiani firmati
dagli agricoltori attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, mercati degli agricoltori, agriturismi e imprese agricole che hanno sottoscritto il progetto.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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