Svezia, verdura a Km 0 da grattacieli serra
4 Gennaio 2013
L’agricoltura urbana è oramai una realtà: terreni in città e vecchie fabbriche diventano luoghi di produzione per frutta e verdura.
Allora, assieme alle strutture amatoriali, realizzati da comuni cittadini, si trovano le creazioni dei professionisti.
Tra loro, agronomi ed architetti decisi a risolvere il problema dell’aumento della popolazione, causa sia di crescita della domanda di cibo che della riduzione di terre coltivabili. La loro
risposta sono i grattacieli serra (o fattorie verticali): palazzi di decine di metri, capaci di nutrire diverse specie di verdure a foglia verde.
Il loro sistema di produzione è semplice: la semina avviene nei piani superiori, senza bisogno di terrà, con la crescita domandata ad acqua e minerali. Durante lo sviluppo, le
verdure vengono trasportate nei piani bassi ed, alla fine, si trovano al livello terreno.
In base ai calcoli e test, la resa è altissima, fino a 300 chili di raccolto per metro quadro.
Ulteriore merito del grattacielo, il basso impatto ambientale. In primis, i prodotti sono consegnati ai consumatori nelle vicinanze, con ridotti costi di trasporto. Inoltre, le stanze del
palazzo sarebbero protette in maniera particolare, rendendo inutile l’impiego di pesticidi ed agenti simili.
Diverse le nazioni coinvolte nel progetto, dagli USA a Singapore: tuttavia, emerge la situazione della Svezia. Nel Paese nordico, la società Plantagon sta ultimando la costruzione di un
grattacielo: 54 metri, destinato a frutta e verdura con un minimo costo in energia, acqua e pesticidi.
Matteo Clerici




