Sul Tibet in fiamme l'ultimatum di Pechino

By Redazione

Sarebbero una trentina al momento i morti accertati negli scontri che stanno infiammando il Tibet. Sono confuse e contraddittorie le notizie che arrivano dalla terra del Dalai Lama. I residenti
denunciano che Lhasa è in stato di assedio presidiata da militari e mezzi cingolati. Una nota del governo tibetano in esilio afferma che secondo notizie non confermate un centinaio di
persone sono state uccise e a Lhasa è stata imposta la legge marziale.

Le autorità cinesi hanno dato un ultimatum ai rivoltosi: se si arrenderanno entro lunedì saranno trattati con umanità mentre il governatore tibetano, nominato da Pechino,
ha dichiarato che le autorità tratteranno con severità chiunque si renda responsabile di attività tese a «dividere» il Paese e che i dimostranti hanno agito
sulla base di istruzioni giunte dall’estero. Un complotto, ha detto, destinato al fallimento.

Intanto è partita dalla Sardegna una petizione on line per chiedere ai candidati italiani di boicottare le Olimpiadi di Pechino.

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