Succhi freschi: Cos’è il juicing, cos’è l’HPP? Pastorizzazione sì o no?
6 Agosto 2015
Ci sono aziende del settore che hanno iniziato a pastorizzare i succhi con l’HPP, ma questo va contro ogni principio del juicing, che prevede succhi non trattati, freschi e consumati subito, entro poche ore.
La fondatrice di Depuravita ci spiega perché la pastorizzazione non è sensata nel contesto del fresh-juicing.

Juice cleanse: succhi freschi VS processo di HPP
È diatriba internazionale sulla modalità di lavorazione e conservazione dei cosiddetti cold-pressed juices, cioè i succhi freschi specifici per le diete detox
Il juice cleanse o juicing è l’ultima tendenza, arrivata in Italia da un paio d’anni al massimo, per quanto riguarda il benessere e il dimagrimento. La dieta dei succhi un programma disintossicante che va oltre il concetto di semplice “dieta”: attraverso l’assunzione di un’alimentazione strettamente liquida a base di succhi freschi per alcuni giorni consecutivi – esistono programmi da 1 fino a un massimo di 9 giorni – il soggetto non ottiene solo la perdita di peso, ma ritrova un vero “splendore” generale, dalla pelle ai capelli, dall’umore al livello di energia. Questo, grazie al consumo di un’altissima percentuale di nutrienti vegetali, vitamine, minerali e antiossidanti, non ancora volatilizzati perché freschi e ottenuti tramite il procedimento detto “pressatura a freddo” che, al contrario della normale centrifuga, non scalda le materie prime, e quindi non le deteriora a livello organolettico. Questo, unito al fatto che i vegetali sono generalmente da agricoltura biologica e biodinamica, fa sì che i prodotti ottenuti risultino davvero sani e del tutto freschi, al punto da dover essere consumati tassativamente entro un massimo di 72 ore dalla spremitura.
Alcune aziende del settore, però, iniziano a offrire prodotti sottoposti ad HPP, cioè all’High-Pressure Processing, un procedimento ad alta pressione che allunga la durata dei prodotti, permettendo di conservarli più a lungo, pena però la qualità in termini di freschezza e la quantità minore di micro-nutrienti residui.

Tra le aziende specializzate in succhi detox che hanno abbracciato questa tecnologia ce ne sono molte, in Italia e all’estero, ma la polemica è subito scattata nel comparto, a livello internazionale, mobilitando in America – dove il juicing nasce – persino la FDA: la Food&Drugs Administration è l’ente governativo statunitense, che stabilisce quali alimenti, prodotto farmaceutici, metodi di lavorazione e conservazione, sono adatti a preservare la salute della popolazione e sono conformi a ciò che dichiarano in etichetta. La FDA ha dichiarato già a inizio del 2014 che non è possibile continuare a definire “fresco” un succo che è stato trattato tramite HPP: un prodotto sottoposto a questo genere di trattamento allunga la propria durata di conservazione di oltre 20 giorni, un lasso di tempo troppo lungo per poterlo continuare a definire “fresco, naturale, come appena spremuto”.
Tra le aziende che in Italia si battono contro l’uso dell’High-Pressure Processing e a favore di succhi 100% freschi e naturali c’è Depuravita, la società che ha portato per prima il juicing in Italia.
“Mi sembra un controsenso e una mancanza di rispetto nei confronti dei nostri clienti: se teneste una mela appena colta nel vostro frigorifero per 20 giorni, avreste poi ancora modo di definirla fresca? – commenta Sandra Nassima, la mente del progetto Depuravita – i nostri succhi sono realizzati con frutta e verdura biologici e biodinamici, forniti da Portanatura, e vengono pressati a freddo e subito spediti dentro a confezioni isotermiche woolcool, per trasportarli senza sbalzi termici. In più, se i clienti acquistano programmi detox che vanno oltre i 3 giorni, effettuiamo più di una consegna, proprio perché i succhi non possono essere conservati più a lungo di così, in quanto freschi”.





