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«Stop ai prezzi» in Lombardia per i generi di largo consumo

By Redazione

Milano, 10 Ottobre 2007 – Le principali catene di distribuzione presenti con i loro punti vendita in Lombardia terranno bloccati almeno per sei mesi (e fino a un anno) i prezzi di un
centinaio di generi alimentari, e non solo, di largo consumo.

Scatta da lunedì 15 ottobre, in oltre 1000 punti vendita, l’operazione «Stop ai prezzi» in Lombardia, realizzata grazie all’iniziativa del presidente della Regione, Roberto
Formigoni, e dell’assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani, che ha ricevuto l’adesione volontaria delle imprese e delle associazioni del sistema distributivo, adesione
sancita oggi dalla firma di un accordo semplice e impegnativo.

«Un’iniziativa – ha detto il presidente Formigoni, illustrando i dettagli dell’operazione con l’assessore Nicoli Cristiani – che ha trovato l’accordo convinto delle imprese che hanno
aderito. E’ la dimostrazione di come funzioni bene il dialogo tra istituzioni e mondo economico, tra pubblico e privato; un’iniziativa avviata in pochi giorni e concretizzata con l’adesione di
oltre il 90% della grande distribuzione, ma anche del commercio al dettaglio, come confermato dall’Unione del Commercio».
«Sono le imprese stesse – ha aggiunto il presidente – che si impegnano con la Regione a garantire l’operazione in piena trasparenza e fiducia reciproca, presentando una lista di prodotti
su cui si impegnano a tenere bloccati i prezzi».
«Crediamo di aver fatto un buon servizio al consumatore – ha detto l’assessore Nicoli Cristiani – in una fase delicata per l’aumento dei prezzi di molti generi di consumo. Ma non ci
fermiamo qui: vogliamo coinvolgere anche la filiera produttiva per intervenire ancora più decisamente a favore dei cittadini».

Sono impegnate nell’operazione «Stop ai prezzi»: Auchan-Sma, Carrefour-Gs-Diperdì, Esselunga, Il Gigante, Finiper, Bennet, Iperal, Tigros, Coop, Italgros e l’Unione del
Commercio. A questi operatori si aggiungeranno, nei prossimi giorni, anche Standa e Ikea.
«Stop ai prezzi» è un’iniziativa di grandissima portata e dimensione, unica in Italia: riguarda 156 ipermercati, 479 supermercati e più di 400 altri punti vendita
(oltre 1,5 milioni di metri quadrati di superfici di vendita, pari all’80% del totale della grande distribuzione).
Con questa iniziativa di grande incidenza sui generi alimentari di largo consumo e i beni di prima necessità, Regione Lombardia e imprese di distribuzione fanno sistema per tutelare i
cittadini/consumatori, specialmente quelli appartenenti alle fasce sociali più deboli, rispetto al caro-vita.

Non si tratta affatto di un’operazione dirigistica, calata dall’alto e avulsa dal mercato (che come tale inevitabilmente sarebbe destinata all’insuccesso). Al contrario, è un’azione
corale, libera e volontaria, quindi realistica ed efficace, di assoluta garanzia per il consumatore. I principali generi a prezzo bloccato sono quelli tipici della spesa di ogni famiglia:
pasta, riso, olio, salumi, latte, formaggi, zucchero, caffé, biscotti e merendine, ma anche prodotti per l’igiene personale, per la pulizia della casa e l’abbigliamento: ogni catena che
ha aderito all’iniziativa ha liberamente individuato nell’ambito di tali generi almeno 100 «referenze» (di fatto anche il doppio o il triplo), cioè 100 o più tipi di
prodotti (e almeno 25 nel caso di piccoli negozi di vicinato).
L’accordo impegna le imprese di distribuzione a rendere costantemente reperibili sugli scaffali tutti i prodotti del paniere «Stop ai prezzi», per tutto il periodo di
validità dell’accordo stesso, e in modo che siano ben visibili e identificabili dal consumatore attraverso appropriate segnalazioni.
Nel caso di esaurimento di un prodotto, esso dovrà essere sostituito da un prodotto analogo, di valore pari o superiore, messo in vendita allo stesso prezzo.

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