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Statutaria e Riforme, Dadea replica alle proposte di Cabras e Cherchi

By Redazione

Cagliari, 11 Ottobre 2007 – «Giudico anzitutto assai positivo che Antonello Cabras e Tore Cherchi si siano voluti esprimere a favore del Sì per il referendum sulla legge
Statutaria, con ciò correggendo alcuni no incomprensibili venuti da altri esponenti. Cabras e Cherchi auspicano inoltre un adeguato impegno per la riscrittura dello Statuto Speciale.

Concordiamo pienamente su questo, ricordando che spetta al Consiglio regionale l’iniziativa legislativa in materia, ma anche evidenziando che la vittoria del Sì al referendum è
fondamentale per poter affrontare la modifica dello Statuto. In caso contrario tutto il processo riformatore sarebbe ricacciato indietro, come è avvenuto nella scorsa legislatura
regionale.

Nel merito delle proposte avanzate sul rapporto Regione-Enti locali, è importante che il nuovo Statuto delinei una nuova autonomia regionale costituita insieme da Regione, Province e
Comuni, in quanto il sistema delle Autonomie deve essere parte costitutiva della specialità regionale. La sede per sancire questa innovazione non poteva e non può essere la legge
Statutaria, che deve rispettare i contenuti fissati dall’articolo 15 dello Statuto, ma sarà più propriamente la riforma dello Statuto stesso. Attribuire alle Autonomie locali
elettive, cioè Comuni e Province, le funzioni oggi disperse fra tanti enti settoriali (come i consorzi di bonifica e i consorzi industriali) è un punto qualificante su cui si
batte da tempo la Giunta regionale, a partire dal presidente Soru.

Per quanto riguarda il federalismo fiscale, due concreti passi avanti sono stati fatti con l’approvazione del Fondo unico per gli Enti locali e con l’articolo 10 dell’ultima finanziaria
regionale, che indica un tavolo comune di lavoro fra Regione e sistema delle Autonomie per introdurre la compartecipazione di Comuni e Province al gettito erariale spettante alla nostra
regione. Infine è giusto discutere su come dare più incisività alle Autonomie locali nel processo decisionale del Consiglio regionale. Noi pensiamo che bisogna dare un peso
maggiore, oltre al ruolo di Anci ed Ups, direttamente ai Comuni e alle Province, e quindi ai sindaci e ai presidenti delle Province, in quanto rappresentanti diretti delle comunità
locali. Mentre crediamo sia da evitare la trasformazione del Consiglio delle Autonomie in un doppione del Consiglio regionale, che rischierebbe di creare tanti piccoli
«onorevoleddos» con un ulteriore aggravio dei costi della politica che andrebbe contro le esigenze da tutti proclamate di voler ridurre e contenere le spese degli apparati
pubblici».

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