Solidarietà Sociale, un bilancio per le politiche dell'integrazione

Fondi per le politiche sociali Il Ministero della Solidarietà Sociale ha fatto dell’inclusione il principio guida per questi venti mesi di Governo, sviluppando linee di
coordinamento generale che si sono poi concretizzate in Piani Regionali e piani di Zona, secondo quanto stabilito dal nuovo articolo V della Costituzione, che attribuisce solo alle Regioni la
competenza in materia di assistenza.

La Finanziaria 2008 ha assegnato1,6 miliardi di euro al Fondo per le politiche sociali, a cui però si sono aggiunti altri Fondi rivolti a specifiche aree di intervento come il Fondo per
le non-autosufficienze, arrivato a 400 milioni di euro nel 2008, o il Fondo per l’inclusione sociale dei migranti per cui sono stati previsti 50 milioni di euro nel 2007 e 50 milioni nel 2008.
Il Ministero della Solidarietà Sociale ha contribuito, inoltre, a finanziare altri Fondi attribuiti ad altri Ministeri com’è successo per il Piano straordinario per gli asili nido
o i Fondi politiche della famiglia e politiche giovanili.

Anticipo delle risorse. Già da aprile-maggio di quest’anno le Regioni, le Province e i Comuni potranno usufruire di metà delle risorse a loro destinate dal Fondo
per le politiche sociali e non dovranno, per la prima volta, aspettare fino ad ottobre. Questo anticipo, voluto dal ministro Paolo Ferrero, garantisce la programmazione e la continuità
dei sevizi sociali sul territorio, allineandosi alle politiche di miglioramento della spesa pubblica promosse dal Governo Prodi.

Il monitoraggio dei fondi. Sempre in questa direzione, si è intensificato il monitoraggio per controllare la gestione delle risorse negli enti locali, analizzando come
procede la costruzione dei sistemi integrati di servizi a livello regionale e come viene gestita la spesa sociale. In questo modo il Ministero ha potuto verificare a livello locale
l’applicazione dei Lep, ovvero dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, che garantiscono standard di prestazioni sull’intero territorio nazionale. Il processo di definizione dei Lep
è in continua evoluzione e avviene in collaborazione con le istituzioni e con la rete di attori pubblici e privati che erogano i servizi sociali.

Il disagio abitativo. Una delle aree di intervento del Ministero della Solidarietà Sociale è il sostegno alle politiche abitative per le fasce più deboli
della popolazione come anziani, disabili, immigrati e famiglie a basso reddito, in particolare con figli minorenni. La legge n. 9 dell’8 febbraio 2007, ha bloccato gli sfratti esecutivi per
particolari categorie svantaggiate nei capoluoghi di provincia, nei comuni confinanti con più di 10 mila abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa . Inizialmente la norma bloccava
gli sfratti fino al 15 ottobre 2007, ma il decreto «Milleproroghe» ha esteso il termine al 15 ottobre 2008. Sono stati inoltre finanziati i programmi in ambito urbano
«Contratti di quartiere II» e «Contratti di quartiere III» ed è partito il «Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile» per
cui è previsto un fondo complessivo di 400 milioni di euro tra risorse a carico dello Stato, delle regioni e dei comuni.

Il Piano di edilizia residenziale pubblica. Il decreto legge n. 159 del 2007, collegato alla Finanziaria 2008 e convertito nella legge n. 222 del 2007, ha previsto 550 milioni
di euro per il Piano straordinario di edilizia residenziale pubblica attraverso cui si è avviato il recupero di alloggi pubblici non assegnati, inutilizzati e in degrado, ma anche
l’acquisto e l’affitto di alloggi o la nuova costruzione. L’obiettivo principale del Piano è garantire il passaggio da casa a casa alle stesse fasce della popolazione a cui era rivolta
la legge n. 9 dell’8 febbraio 2007, oltre che alle famiglie in graduatoria, con particolare attenzione alle giovani coppie con redditi bassi. Inoltre per quanto riguarda il patrimonio
immobiliare destinato all’edilizia pubblica, lo stesso decreto legge 159/2007 ha previsto l’istituzione di una società di scopo per promuovere strumenti finanziari immobiliari al fine di
realizzare unità abitative, con l’obiettivo di 8 mila appartamenti all’anno per 10 anni; a questo proposito è stata prevista una spesa massima di 150 milioni di euro per il 2007.

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