Social card: privacy garantita per i meno abbienti

By Redazione

 

Parere favorevole del Garante privacy sul decreto del Ministero dell’economia e delle finanze concernente il rilascio della “carta acquisti” a favore di persone che versano in
condizioni di maggior disagio economico, prevista dalla recente legge n.133 del 2008.

La carta, che non è personalizzata e non riporta stampato il nome del beneficiario, non dovrà essere diversa, per formato e caratteristiche, dalle comuni carte di credito
e di pagamento.

Ciò per non rendere “socialmente” individuabili i titolari della carta, specie quando la utilizzano per il pagamento degli acquisti di generi alimentari e delle bollette o
usufruiscono di servizi accessori (ad es., sconti sui prodotti alimentari).

Sulla carta possono comunque essere stampati il logo della Repubblica, i colori nazionali, ed altri simboli che consentono il “riconoscimento” della “social card” da parte degli addetti
in modo da permettere, quando previsti, la fruizione di benefici. La carta, “caricata” ogni due mesi con un importo annuo complessivo di 480 euro, è concessa ai cittadini
residenti con più di 65 anni e un reddito inferiore ai 6000 euro e alle famiglie, con lo stesso reddito, in cui ci sia un bambino di età inferiore a tre anni.

La situazione di disagio dovrà essere autocertificata mediante il modello Isee, già utilizzato per l’accesso ad altre prestazioni sociali, dal quale emerga, tra l’altro,
che non si è in possesso di investimenti in titoli o di seconde case.

Titolare del trattamento dei dati personali necessari per la gestione della “carta acquisti” è il Ministero dell’economia e delle finanze che si avvale, per lo svolgimento
dei propri compiti, dell’Inps e di Poste italiane, i quali sono stati designati responsabili del trattamento dei dati, anche per quanto riguarda l’adozione delle misure di sicurezza.

Attraverso una convenzione, il Ministero ha regolato le modalità del trattamento dei dati acquisiti dai due soggetti, prevedendo il rispetto delle garanzie stabilite dalla
normativa in materia di privacy.

La convenzione individua, inoltre, le categorie di esercizi (vendita di generi alimentari, pagamento delle bollette) in cui è consentito l’uso della social card, e
disciplina eventuali limitazioni all’uso per prevenire possibili abusi.

Infine, ai cittadini che compilano i moduli di richiesta della carta deve essere fornita una informativa chiara sull’uso dei loro dati personali, sulle modalità di trasmissione e
sui diritti riconosciuti dalla normativa (accesso, aggiornamento, rettifica).

 

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