Uso (ABUSO) e dipendenza da smartphone in Italia e in Europa Intervista a Giovanni Del Mattino giocoresponsabile.info

Uso (ABUSO) e dipendenza da smartphone in Italia e in Europa  Intervista a Giovanni Del Mattino giocoresponsabile.info

By Giuseppe

Smart phone, nuova droga? Come combattere questo nuovo flagello tecnologico?

Secondo la ricerca gli italiani (si parte dai 2-3 anni) trascorrono in media 176 minuti al giorno guardando il proprio dispositivo, mentre per gli adolescenti si arriva a sfiorare le 6 ore quotidiane. Un adolescente controlla il proprio smartphone oltre cento volte al giorno. Un gesto apparentemente innocuo che nasconde una delle dipendenze più diffuse e sottovalutate del nostro tempo.

 

NOTA DEL DIRETTORE
Marijuana, hashish, cocaina, eroina, Crack… sono solo alcune delle droghe che conosciamo e riteniamo tali ma, da qualche tempo possiamo aggiungerne una nuova: la dipendenza da smartphone. Perchè affermo questo? Perchè quotidianamente sto constatando che i giovani hanno scoperto, o meglio, sono vittime impotenti dello strapotere della tecnologia. Un altro flagello che, come il gioco d’azzardo, l’etilismo estremo e altre diavolerie, trasforma l’uomo in un burattino ebete.
Non vogliamo dare colpa a Trump ma, in due o tre secoli, dei fieri indiani indigeni è rimasto più nulla. Il “progresso” con le armi ha abbattuto la loro forza… con l’alcolismo ha annullato  la loro volontà di lottare, la dignità di uomini liberi, la loro cultura, le loro tradizioni che si basavano su valori ben diversi da quelli degli invasori. (leggasi: adorazione del Dio Denaro).
Ma cosa c’entra questo con lo smartphone? Semplicemente perchè crea una dipendenza fisica e psichica tra i giovani, ma non solo, che ormai passano ore e ore  a smanettare con questo “5° arto”.

Giuseppe Danielli

 

 

Oltre cento volte al giorno. È questa la frequenza media con cui un adolescente controlla il proprio smartphone, oltre 6 ore al giorno.
Anche a scuola, non sono pochi i ragazzi che dedicano più tempo al loro smartphone che ad ascoltare i professori. Colpa loro? Sì ma sono soprattutto vittime!

 

Nel tentativo di comprendere meglio questo fenomeno e le sue profonde implicazioni sulla società contemporanea, abbiamo intervistato un team di esperti che si occupano di questa tematica e studiano le abitudini digitali degli italiani, per analizzare non solo i numeri ma anche gli impatti psicologici e sociali di questa nuova forma di dipendenza.

Emergenza smartphone: 6 ore al giorno di vita rubata ai nostri giovani

 

Oltre cento volte al giorno. È questa la frequenza media con cui un adolescente controlla il proprio smartphone. Un gesto apparentemente innocuo che nasconde una delle dipendenze più diffuse e sottovalutate del nostro tempo. Secondo la ricerca condotta da giocoresponsabile.info , gli italiani trascorrono in media 176 minuti al giorno guardando il proprio dispositivo, mentre per gli adolescenti si arriva a sfiorare le 6 ore quotidiane. Un quarto della loro giornata trascorso con gli occhi fissi su uno schermo.

Uso (ABUSO) e dipendenza da smartphone in Italia e in Europa

Intervista a Giovanni Del Mattino
giocoresponsabile.info

Partiamo dai numeri: quanto è grave la situazione?

“I dati sono allarmanti. Se pensiamo che solo dieci anni fa lo smartphone era principalmente uno strumento di comunicazione, oggi è diventato il centro della nostra vita quotidiana. Gli adolescenti lo controllano più di 100 volte al giorno, un comportamento che manifesta chiari segni di dipendenza. Ma il dato più preoccupante riguarda i più piccoli.”

A che cosa vi riferite?

“Il 62% dei bambini tra i 3 e i 5 anni usa il cellulare in maniera autonoma. Una percentuale che sale all’82% nella fascia 6-10 anni. Quando arriviamo all’adolescenza, oltre il 95% ha uno smartphone sempre acceso, 24 ore su 24. Stiamo normalizzando l’idea che un bambino di 3 anni possa gestire autonomamente uno strumento così complesso, senza considerare le implicazioni a lungo termine sul suo sviluppo cognitivo e sociale.”

L’impatto sui più giovani rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che sta ridisegnando i confini delle nostre relazioni sociali e delle nostre abitudini quotidiane. Il team di ricerca ha analizzato anche il contesto europeo, rivelando differenze significative tra i vari paesi.

Come si posiziona l’Italia nel contesto europeo?

“Il nostro paese mostra numeri preoccupanti, con una media di 5 ore e 55 minuti di uso combinato tra smartphone e computer. Solo la Russia registra dati superiori. Per avere un termine di paragone, in Danimarca – il paese più virtuoso – si fermano a 4 ore e 58 minuti. È un divario che riflette differenze culturali significative nell’approccio alla tecnologia digitale e solleva interrogativi importanti sulle politiche di sensibilizzazione e regolamentazione dell’uso dei dispositivi mobili.”

Quali sono le attività che occupano maggiormente il tempo sullo smartphone?

“I social network dominano incontrastati, tanto che alcuni paesi stanno prendendo provvedimenti drastici. L’Australia, per esempio, ha deciso di vietare l’uso ai minori di 16 anni. Subito dopo troviamo i giochi, che stanno diventando sempre più immersivi e coinvolgenti. È interessante notare come le funzioni di comunicazione base, quelle per cui il telefono è nato, siano ormai secondarie”.

Questo shift nell’utilizzo riflette una trasformazione profonda: da strumento di comunicazione, lo smartphone è diventato principalmente una fonte di intrattenimento e, in molti casi, di evasione dalla realtà. Il gaming mobile, in particolare, emerge come un fenomeno in rapida evoluzione, che merita un’analisi approfondita.

Qual è l’impatto del mobile gaming oggi?

“Il mercato del gaming mobile ha raggiunto cifre impressionanti,” spiega un altro membro del team, specializzato in economia digitale. “Nonostante una leggera contrazione nel 2023, ha comunque generato 107,3 miliardi di dollari a livello globale. Le previsioni parlano di una crescita di oltre 76 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2028. Ma c’è un aspetto ancora più preoccupante che necessita di attenzione immediata.”

Quale?

“Il confine sempre più sottile tra gaming e gioco d’azzardo. Nel 2024 sono stati spesi 250 miliardi nel gioco d’azzardo da mobile. I meccanismi di ricompensa variabile presenti in molti giochi, specialmente nei ‘gacha games’, sono molto simili a quelli del gambling tradizionale. A ottobre 2024, solo in Italia, la spesa per i casinò online ha raggiunto i 251,8 milioni di euro, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Questi numeri non rappresentano solo una tendenza di mercato, ma un potenziale rischio sociale che richiede un’attenta regolamentazione.”

La ricerca ha anche evidenziato come questa dipendenza stia influenzando le dinamiche familiari e le relazioni interpersonali. “Osserviamo un paradosso interessante,” nota uno degli psicologi del team. “Mentre lo smartphone dovrebbe facilitare la comunicazione, spesso finisce per ostacolarla. Nelle famiglie, per esempio, è sempre più comune vedere genitori e figli seduti allo stesso tavolo ma completamente assorbiti dai rispettivi dispositivi, creando quella che definiamo ‘presenza assente’.”

Come possiamo gestire questa “dipendenza tascabile”?

“Le previsioni indicano una crescita costante dell’utilizzo, con innovazioni tecnologiche che renderanno l’esperienza ancora più immersiva. Ma non dobbiamo arrenderci all’idea che questa sia l’unica strada possibile. È fondamentale sviluppare una maggiore consapevolezza digitale, partendo dall’educazione dei più giovani. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di imparare a utilizzarla in modo più consapevole e costruttivo.”

Una riflessione necessaria

Questi dati aprono la strada a una riflessione più ampia sulla direzione che la nostra società sta prendendo. Lo smartphone, da strumento di progresso e connessione, rischia di trasformarsi in una gabbia dorata che ci isola dal mondo reale, modificando profondamente il nostro modo di relazionarci con gli altri e con noi stessi.

I numeri e le testimonianze raccolte in questa ricerca non devono essere letti come una condanna della tecnologia, ma come un campanello d’allarme che ci invita a ripensare il nostro rapporto con i dispositivi digitali. La sfida del futuro non sarà tanto quella di limitare l’uso dello smartphone, quanto di sviluppare un nuovo modello di utilizzo consapevole che ci permetta di sfruttare i benefici senza cadere nella trappola della dipendenza.

Saremo in grado di mantenere il controllo su questi strumenti o permetteremo loro di controllarci? 

Come sottolineato dai ricercatori, il primo passo è riconoscere che abbiamo un problema. Solo attraverso questa consapevolezza potremo iniziare a sviluppare strategie efficaci per un utilizzo più equilibrato e costruttivo della tecnologia. 

Clicca qui per accedere allo studio Annalisi sull’uso e la dipendenza da smartphone in Italia e in Europa

 

 

Redazione Newsfood.com
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