Imu prima casa: Achille Colombo Clerici

Imu prima casa: Achille Colombo Clerici

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Date: Thu, 25 Apr 2013 15:07:32
Subject: Imu prima casa  – Radio Vaticana: intervista  ad Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, andata in onda il 25 aprile 2013: Sintesi

Achille Colombo Clerici, Presidente Assoedilizia:
 
« Il ripristino dell’esenzione ICI/IMU per la cosiddetta “prima casa” ( rectius: abitazione principale in proprieta’ ) secondo il sistema vigente prima della riforma Monti comporterebbe
effetti distorsivi di cui si deve tenere conto:legati alle caratteristiche catastali ed alla qualita’ edilizia.

Sotto il primo profilo occorre ricordare che non beneficiavano dell’esenzione le prime case appartenenti alla categoria A1 ( le case signorili ).

Conseguentemente si era rilevata la tendenza del Catasto – Agenzia del Territorio – a ricondurre il maggior numero possibile di abitazioni sotto questa classificazione, al fine di poter applicare
l’ICI.

Sotto il secondo profilo ( escludendo l’esenzione per le case di lusso, come si vorrebbe da taluni ) si introdurrebbe un fattore disincentivante la qualita’ della produzione edilizia: se  le
abitazioni di un certo livello qualitativo di lusso non godono  dei benefici fiscali e’ intuitivo che chi produce case da offrire sul mercato tenda a farle rientrare fra quelle di qualita’
inferiore per offrire all’acquirente condizioni fiscali piu’ favorevoli.

Questo e’ stato il tipico difetto della famosa legge Tupini che per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta fu la causa  della peggior produzione edilizia che l’Italia ricordi.

Le agevolazioni fiscali selettive e qualitative sugli immobili sono distorcenti e fuorvianti.

L’esenzione IMU dev’esser quindi legata alle condizioni economiche soggettive del contribuente e non alle condizioni oggettive dell’immobile.

Ad eliminare l’impatto negativo dell’attuale Imu gravante sulla prima casa, basterebbero alcuni correttivi di carattere soggettivo, cioe’ riferiti alle condizioni di bisogno o di difficolta’ del
contribuente; secondo il principio per cui i meno abbienti, non solo debbono esser sollevati dalle imposte, ma addirittura aiutati dal pubblico.

I cittadini debbono esser esentati dall’IMU , non perche’ posseggono e abitano una casa che presenta determinate caratteristiche, ma perche’ si trovano in condizioni economiche di disagio e di
sofferenza.

– Inoltre, se si vuol uscire dalla profonda crisi che attanaglia il settore immobiliare occorrono fatti concreti, in grado di rigenerare negli operatori, negli investitori e negli utenti della
casa la fiducia venuta meno.

A cominciare dal ritorno integrale alla normativa ( gia’ di per se’ assai gravosa) del federalismo fiscale in materia di IMU e di deduzioni forfetarie Irpef per spese manutentive.

La legge istitutiva dell’IMU, quella sul federalismo fiscale municipale, varata nella primavera del 2011 aveva allora considerata l’esigenza di non penalizzare, con un aggravio fiscale comportato
da un’imposta che veniva dotata di aliquote maggiorate, ne’ gli investimenti immobiliari a reddito ( cioe’ gli immobili in locazione ), ne’ le imprese, per la parte immobiliare di competenza (
opifici, negozi,  immobili di nuova costruzione destinati alla vendita, ma anche capannoni utilizzati o meno etc. ).

Quella legge prevedeva il dimezzamento dell’aliquota base per tutti gli immobili locati e per quelli posseduti dalle societa’.

Con la normativa attualmente vigente tutto questo e’ sparito: adesso le imprese per i propri immobili ed i proprietari che affittano pagano con lo stesso criterio che si applica alle ville al
mare o ai monti.»

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