Sicurezza alimentare, povertà e tutela dell’ambiente

Sicurezza alimentare, povertà e tutela dell’ambiente

In merito al varo negli Usa del programma “Feed the Future”, la Cia sottolinea l’esigenza di portare avanti strategie e azioni che permettano un incremento della produzione agricola nelle zone
del mondo più in difficoltà. Ribadita l’esigenza di un pieno coinvolgimento degli agricoltori locali.
 
La notizia del varo negli Usa del “Feed the Future”, un importante programma dell’Amministrazione Obama di cooperazione allo sviluppo agricolo finalizzato alla sicurezza alimentare, ci spinge a
richiedere un maggiore impegno italiano ed una chiara definizione di obiettivi di sviluppo agricolo locale legati agli agricoltori stessi. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana
agricoltori per la quale tre delle maggiori sfide dell’attuale contesto internazionale sono certamente la sicurezza alimentare, la tutela dell’ambiente e la lotta alla povertà (che, in
maggioranza, si presenta come povertà rurale).

Per la Cia, comunque, è fin troppo evidente come sia impossibile vincere queste decisive sfide senza la crescita dell’agricoltura nei Paesi in via di sviluppo (Pvs). Da qui la forte
esigenza di investire nel settore agricolo in questi paesi non solo per sfamare il mondo, ma anche per sviluppare un’agricoltura sostenibile e in grado di salvaguardare le risorse ambientali,
prime fra tutte l’acqua.

Inoltre, considerando che su scala globale il 79 per cento dei poveri vive in aree rurali, investire in agricoltura significa investire nei contesti dove c’è la maggiore concentrazione
proprio di poveri. Come, del resto, indicano recenti casi-studio della Banca Mondiale, la crescita del Pil guidata dallo sviluppo agricolo può essere fino a quattro volte più
efficace nella riduzione della povertà rispetto a quella che deriva dalla crescita dei settori non-agricoli.

Nei paesi in cui vi è un ampio settore agricolo – come nel caso di molti Pvs – lo sviluppo agricolo – rimarca la Cia – è un fattore cruciale non solo per combattere l’insicurezza
alimentare, ma anche per perseguire altri due fondamentali obiettivi di sviluppo: la crescita economica e la lotta alla povertà. Infatti, per l’importanza che l’agricoltura ha nelle
economie in via di sviluppo, una sua crescita si traduce in un sensibile incremento del sistema economico nel suo complesso.

Nonostante ciò, solo una parte molto esigua degli ingenti fondi stanziati per l’agricoltura a livello globale giunge oggi direttamente agli agricoltori ed alle loro organizzazioni.
Pertanto, la Cia chiede di concentrare più sforzi e più risorse sulle organizzazioni agricole nei Pvs e che una parte dei fondi stanziati per lo sviluppo dell’agricoltura in vista
della lotta a fame e povertà, siano stanziati a favore delle organizzazioni agricole.

Come la Cia indicò nella lettera aperta al “G8 Agricolo” di Treviso, gli agricoltori dovranno raddoppiare la disponibilità alimentare mondiale per soddisfare i bisogni di una
crescente popolazione mondiale di 9 miliardi di persone entro il 2050. Ciò richiede un piano di azione globale di lungo periodo per aumentare la produzione agricola in maniera
ambientalmente-sostenibile, economicamente-praticabile e socialmente-responsabile. Le politiche agricole non devono più trascurare il ruolo cruciale che gli agricoltori, inclusi sia i
piccoli agricoltori sia gli agricoltori commerciali, devono avere nel far sì che la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile divengano realtà. Solamente con le idonee risorse
i giovani agricoltori verranno incoraggiati ad esercitare una professione in agricoltura.

Più risorse – conclude la Cia – sono necessarie per rafforzare la capacità degli agricoltori di essere più organizzati sul mercato ed anche di cooperare a livello
internazionale nella gestione dei mercati. Programmi che promuovono la stabilità sia dell’offerta alimentare che dei prezzi, come gli accordi collettivi, la gestione dell’offerta, le
cooperative, e/o ogni altra iniziativa di mercato degli agricoltori sono esempi di strumenti che devono essere a disposizione degli agricoltori.

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