Si sentono esposti a rischio 10 milioni di lavoratori
16 Gennaio 2009
Sono oltre 10 milioni i lavoratori che nello svolgimento della loro attivita’ avvertono almeno un fattore di rischio per la propria salute. Lo evidenzia
una indagine che l’ISTAT, in collaborazione con l’INAIL, ha condotto sui lavoratori occupati, in contemporanea ad analoghe indagini svolte negli altri Paesi membri della UE allo scopo
di rilevare la presenza di problemi di salute provocati dal lavoro. In Italia, su circa 24 milioni di occupati il 44% percepisce la presenza di almeno un fattore di rischio per la
salute: piu’ di 8 milioni 700 mila percepiscono pericoli per la salute fisica, mentre oltre 4 milioni ritengono di essere esposti a situazioni che possono compromettere l’equilibrio
psicologico. Tra i rischi di natura fisica l’indagine ha preso in esame l’esposizione a polveri, a sostanze chimiche e a rumori, l’assunzione di posizioni dannose o faticose, e
l’esposizione ad un generico rischio di infortuni; tra i fattori psicologici sono stati presi in considerazione il carico di lavoro eccessivo, fenomeni di prepotenza o discriminazione,
minacce o violenze fisiche. I rischi di natura fisica sono avvertiti con maggiore intensita’ dagli uomini (44%) piuttosto che dalle donne (27%); uomini e donne avvertono invece nella
stessa misura (17%) i rischi di carattere psicologico. Le classi di eta’ che si sentono maggiormente esposte ai fattori di rischio sono quelle centrali (35 – 44 anni); i rischi per la
salute fisica interessano maggiormente gli operai e i lavoratori in proprio (42%) che svolgono piu’ frequentemente lavori manuali mentre i dirigenti accusano in maggior misura rischi
psicologici. Gli occupati stranieri sono piu’ preoccupati degli italiani dei rischi fisici (47%) specie nel settore delle costruzioni e dei trasporti. La maggiore concentrazione di
persone con rischi fisici si ha nelle costruzioni (63%), nell’agricoltura (54%), nei trasporti (48%), nella sanita’ (45,5%), nelle attivita’ manifatturiere (45%).
Anche nel settore della pubblica amministrazione si registra una quota del 35,7%, che scende al 26,6% se si escludono i dipendenti dei settori
piu’ esposti, come le forze dell’ordine, dell’esercito, dei vigili del fuoco e della protezione civile.
I rischi fisici sono avvertiti piu’ dalle donne che dagli uomini nei soli settori della sanita’ e alberghiero. Sanita’, trasporto e pubblica
amministrazione sono i settori dove sembrano piu’ presenti fattori di rischio di natura psicologica. E’ interessante rilevare che il dato su prepotenza e discriminazione riguarda
particolarmente le donne che lavorano nella pubblica amministrazione in posizioni dirigenziali e in quelle di piu’ basso profilo ed i collaboratori, come testimonianza della loro
debolezza contrattuale.




