Settimana della Carne: aspetti nutrizionali della carne bovina di razza piemontese
15 Aprile 2010
Si è tenuto nella stupenda abbazia monastica di Santa Maria in Cavour un interessante convegno con un parterre di convitati di livello orbitale per trattare del tema degli aspetti
nutrizionali della carne bovina di razza piemontese. Il Convegno rientra nella Settimana dedicata alla Carne bovina di razza Piemontese che si tiene nella città del saluzzese. Sono
intervenuti il sindaco di Cavour, padrone di casa, Riccardo Chiabrando, presidente della Coldiretti di Torino, Federico Boariomembro della Conservatoria delle cucine Mediterranee del Nord Ovest,
Elvi Rossi, presidente del Museo del Gusto di Frossasco e Leonardo Suricoesperto di settore che si occupa dell’utilizzo e del mercato della Mucca piemontese . Il Sindaco che ha dato il benvenuto
ai colti ospiti e all’inclita guarnigione…, ha ricordato come, pur in condizioni metereologiche avverse, le giornate del weekend abbiano visto la presenza di molti visitatori che con successo
hanno affollato soprattutto la “Tettoia del Gusto”gustando in modo particolare il Kebab del rinomato chef Kumalè, specialità turca cucinata con la Carne Piemontese e denominata il
“Döner”. Quindi molto interessante è stato l’intervento di Federico Boarioaffiliato all’Associazione della “Conservatoria delle cucine Mediterranee del Nord Ovest” il quale ha
ricordato come molte delle prescrzioni e degli usi che oggi si fa della Carne Piemontese erano già prescritte nella nostra regione addirittura nel periodo tra il 1500-600, facendo
però notare come le più di ottocento ricette della tradizione piemontese non riescano ad interessare ed occupare lo spazio che meritano a pieno titolo nel panorama globalizzato
dell’enogastronomia poichè il Piemonte all’epoca era conosciuto storicamente col nome di Regno di Sardegna e quindi molti non collegano le produzioni autoctone al nostro territorio
osservando semplicemente la cartina geografica. Molto precisi anche la serie di riferimenti statistici che lo studioso ha fornito per avallare la sua tesi della centralità della tradizione
culinaria piemontese nelle cucine del Mediterraneo del Nord Ovest. L’intervento va molto apprezzato alla luce del nostro intento e di quello comune a tutti coloro che hanno a cuore il futuro
dell’economia nostrana per il fatto che è stato corroborato di dati e statistiche precise e incontrovertibili per la cui consultazione indichiamo il link sul sito di riferimento
http://www.carnepiemontese.org.
Quindi è intervenuto, di comune accordo e già precedentemente introdotto dal collega Boario, il presidente del Museo del Gusto di Frossasco, Elvi Rossi, che facendo riferimento a
prodotti della tradizione culinaria piemontese ha ricordato l’importanza del ruolo del Museo per presentare le miriadi di ricette della tradizione culinaria ad un pubblico che appare sempre
più interessato a formarsi una cultura sempre più approfondita in merito alla cucina e a sapere anche la tradizione che sta dietro alla creazione di piatti più o meno
semplici o elaborati legati all’enogastronomia e d’interesse prettamente culinario, ma anche etnograficamente rilevanti come simboli della varietà di culture materiali esistenti sul
territorio piemontese e che presentano anche rilevanti possibilità di crecita in ambito economico della filiera dei singoli prodotti del territorio. Infine un esperto del settore
Leonardo Suricoha, come si suol dire, tirato le fila del discorso, badando a fornire i dati ergonomici del valore nutritivo e consustanziale della Carne di Razza Piemontese presentando tutti i
tagli che possono essere estratti dalla mucca oggetto di analisi e il loro intrinseco valore per la preparazione di piatti della tradizione sempre gustosi e utili soprattutto per la crescita
degli adolescenti grazie al loro alto valore nutrizionale. L’alto esponente della ColdirettiChiabrandoha ricordato come la pubblicità sulla sindrome della “Mucca Pazza” abbia nuociuto ai
produttori e abbia orientato i consumatori verso altri tipi di carne con meno valore nutritivo e qualità a discapito della diffusione del prodotto. A fine serata i convitati al convegno
hanno potuto degustare un ottimo servzio di assaggi offerti dall’azienda agricola “Bruno Daniela” di Pinasca da segnalare per la qualità del servizio, la quale si occupa di produzione di
vino e cibarie per rinfreschi e soggiorni a tema e come fattoria didattica, fornendo anche servzio di ospitalità camere, rinfreschi e come fattoria didattica.
Andrea Novarino
Redazione Newsfood.com+WebTV





