Senza la dieta mediterranea, gli italiani perdono in longevità

Senza la dieta mediterranea, gli italiani perdono in longevità

 

Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli anziani italiani di conquistare fino ad ora il
record della longevità che però oggi è a rischio per il progressivo abbandono, soprattutto nelle giovani generazioni, dei principi base della dieta mediterranea.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare lo studio della rivista Lancet sulla longevità dei 25 paesi dell’Unione dal quale si evidenzia che i maschi italiani sono i
piu’ longevi in Europa (aspettativa di vita di 80,4 anni), le donne al secondo posto dopo la Francia (85,4).

Con i consumi di frutta e verdura che si sono ridotti del 20 per cento negli ultimi cinque anni gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sembrano abbandonare la dieta mediterranea
nonostante le conferme scientifiche sull’impatto positivo sulla salute e sulla longevità. In Italia – prosegue la Coldiretti – anche nel 2008 si è verificato un
ulteriore calo dei consumi di frutta (- 2,6 per cento), olio di oliva (-2,8 per cento), pane (-2,5 per cento), vino (-0,9 per cento) e verdura (-0,8 per cento), sulla base dei dati
Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre. La spesa alimentare è la seconda voce dopo l’abitazione e assorbe il 19 per cento della spesa mensile totale delle famiglie,
per un valore di 466 euro al mese destinati nell’ordine principalmente all’acquisto di carne per 107 euro, di frutta e ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova
e formaggi per 62 euro, pesce per 42 euro, zucchero, dolci e caffè per 32 euro, bevande per 42 euro e 18 euro per oli e grassi.

I cambiamenti delle abitudini alimentari – sostiene la Coldiretti – cominciano ad avere effetti preoccupanti con un terzo dei ragazzi italiani obeso o in sovrappeso proprio a causa
della minore attività fisica ma anche della scorretta alimentazione con il consumo eccessivo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate. Il sovrappeso e
l’obesità incidono notevolmente anche sulla salute perché sono – sottolinea la Coldiretti – un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi
cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro. Secondo la recente consultazione effettuata dall’Unione Europea risulta inoltre che le malattie
collegate direttamente all’obesità sono responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari.

Occorre pertanto intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu’, anche nelle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti
tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni. Favorire un consumo responsabile a favore di alimenti locali, freschi e sani
come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire –
sottolinea la Coldiretti – a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità.

La Coldiretti sta realizzando il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre
tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo – precisa la Coldiretti –
è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta
mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

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