Sensory mind: La porta dell’analisi sensoriale

Sensory mind: La porta dell’analisi sensoriale

L’Italia vanta una delle più grandi scuole di degustazione del mondo, per storia, cultura e numero di addetti. Se a cominciare ad assaggiare in modo professionale furono i coppieri degli antichi Romani e all’arte della degustazione diedero un grande contributo i gli emissari dei Papi e,  in tempo più recenti, gli enologi, oggi sono centinaia di migliaia le persone che hanno fatto corsi di assaggiatori o di sommelier.

Ma il giudice monocratico non è più sufficiente, per quanto esperto. Nella nostra epoca un insieme di norme e l’esigenza dei mercati nazionali ed esteri vogliono che la percezione sia valutata in modo attendibile, affidabile ed esaustivo. Occorre quindi un gruppo di valutazione, una serie di metodi collaudati e tecniche statistiche appropriate. Ecco che l’analisi sensoriale scientifica, fino a poco tempo fa appannaggio solamente delle grandi aziende, attraverso Sensory mind, un percorso formativo breve ma esaustivo messo a punto dal Centro Studi Assaggiatori (www.assaggiatori.com), può approdare  anche in piccole aziende e coinvolgere i professionisti della degustazione.

Abbiamo rivolto alcune domande a Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori.

Quali vantaggi hanno le aziende a dotarsi di uno strumento di valutazione?

Lo possono impiegare nel marketing, nella ricerca e sviluppo, per il controllo della produzione e nell’assicurazione qualità (anche per ottemperare alle Brc, Ifs ecc.), possono ottenere report comparativi dei propri prodotti per mettere in evidenza le differenze con la concorrenza dando così nuova forza alle forze vendita e possono valutare la coerenza del packaging con il contenuto, generare nuove forme di comunicazione e via discorrendo.

E quali vantaggi per i professionisti?

Per i tecnici (dai tecnologi ai cuochi) serve per migliorare la capacità di dettaglio nella valutazione, comprendere quale ruolo gioca la sinestesia sull’esito finale e aumentare la propria percezione. Per i sommelier e gli assaggiatori significa un passo evolutivo importante, ma anche un miglioramento nelle tecniche di presentazione dei prodotti.

Quanto dura e cosa si fa in questo corso?

Per 8 ore si lavora sulla propria percezione e si imparano tre tecniche di base dell’analisi sensoriale, il tutto attraverso 5/7 esercitazioni. La teoria è ridotta all’osso e viene desunta dalla pratica. I crediti acquisiti consentono l’accesso ai corsi superiori. Quindi se da una parte il costo è basso, dall’altra non si perde proprio nulla.

Redazione Newsfood.com

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