Sempre più vasta la scelta di prodotti tipici al supermercato

Sempre più vasta la scelta di prodotti tipici al supermercato

Roma – Mutazione genetica in corso anche per i supermercati italiani: la grande distribuzione organizzata (Gdo) da tempio dell’offerta globalizzata cambia format, e mette radici sul
territorio. Abbracciando e dando spazi sempre più ampi all’agroalimentare tipico, locale e di tradizione.

Per il consumatore, fare il pieno nel carrello di tipicità, artigianali e locali, diventa più facile, grazie alle campagne ‘Sapori e dintorni’ di Conad, i ‘Sapori delle Regioni’
della gruppo francese Auchan, ‘Specialita’ Gourmet’ negli ipermercati a insegna Bennet, i corner regionali alla Coop che ha appena dato il via a ‘Lazio qualita’ spese bené, i prodotti
ortofrutticoli di filiera controllata del gruppo Selex, e la linea Premium ‘Piaceri italiani’, selezione fra tipici e Dop nazionali della catena Crai, per fare qualche esempio.   

“Presentare un buon assortimento di prodotti del territorio diventa un plus per i distributori” sottolinea l’Annuario 2009 delle Distribuzione Italiana che fotografa 9mila supermercati e
ipermercati negli anni della crisi. Una nuova modalità di consumo che piace alla clientela – secondo una indagine telefonica a campione (800 residenti a Roma da almeno 10 anni) condotta da
Joseph Sassoon per Gros – per la possibilità di acquistare fresco e tipico del territorio come al mercato rionale, ma con la comodità della vasta gamma sugli scaffali dove spiccano
soprattutto ordine e pulizia.

L’88% dei cittadini romani ha dichiarato di essere “molto interessato” a trovare prodotti alimentari tipici del Lazio nell’assortimento del supermercato.”Famola nostrana la spesa” dunque, al
punto che nella capitale gli intervistati sarebbero “disposti a fare 100 metri in più” per “trovare prodotti molto freschi perché fatti localmente” (90%) o per “sostenere i
produttori locali e l’economia del Lazio” (80%). E questo in tempi di crisi la dice lunga, commenta il ricercatore, sul radicamento straordinario dei romani alla città e alla sua cucina.
  

A facilitare in Italia questa nuova tendenza di consumo, di cui l’ortofrutta è stato il prodotto apripista per meglio soddisfare parametri di freschezza, i numerosi accordi che fioccano,
da un mese a questa parte, tra le istituzioni regionali, le organizzazioni agricole e le diverse catene della grande distribuzione alimentare moderna.

Per gli assessorati all’Agricoltura del Lazio, Sardegna, Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia nonché del sindaco di Roma Alemanno, una vera e propria ‘febbre da filiera corta’ che mira a
facilitare l’accesso nella distribuzione moderna dell’agroalimentare di qualità dei piccoli produttori e a diversificare l’offerta all’insegna della spesa a km zero. Pmi del comparto
primario che solo attraverso piattaforme logistiche avviate da queste collaborazioni pubblico/privato raggiungono quella massa critica necessaria ad assicurare costanti e cospicue forniture ai
supermarket.

Come sollecitato dall’assessore sardo all’Agricoltura Andrea Prato che, alla sigla del contratto con Conad per collocare la produzione di mele della Sardegna (circa 4mila quintali), ha chiesto ai
produttori isolani più programmazione, preparare cioé piani culturali per assicurare un’offerta costante sugli scaffali.

Mentre con il protocollo di intesa tra Coop e le Regioni Puglia e Sicilia per la vendita di uva locale, ha detto il presidente del consiglio di gestione di Coop Italia Vincenzo Tassinari, arriva
“un segnale forte per modernizzare la distribuzione al Sud; la via è quella dell’accordo con i produttori che otterranno finalmente un giusto reddito con i contributi istituzionali”. E un
tavolo tecnico ad hoc per replicare queste esperienze nella Gdo è stato avviato dall’assessore pugliese Dario Stefano.    

Confagricoltura sta esplorando le possibilità di collaborazione con Esselunga “per portare avanti l’obiettivo comune di semplificazione della filiera”. E va in tal senso l’accordo che il
Gruppo Romano Supermercati, Gros, aderente a Federlazio, ha sottoscritto con la Coldiretti Lazio per promuovere tipicità, utilizzando il marchio ‘Prodotto della campagna romana’.

“Il cittadino vuole qualità ha detto ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno – e questa si ottiene grazie al rapporto diretto tra produttore e consumatore che è il modo migliore per
garantire la qualità, abbassare i prezzi e tutelare l’ambiente perché, riducendo i percorsi, si ottiene una drastica riduzione delle emissioni per i trasporti”.

Alessandra MonetiAnsa.it per NEWSFOOD.com

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