Sempre meno frutta e verdura sulle tavole degli italiani

Sempre meno frutta e verdura sulle tavole degli italiani

Il tema dei consumi di frutta e verdura è quanto mai attuale e non riguarda solo aspetti prettamente commerciali ma va a toccare importanti questioni legate alla salute pubblica.

“I dati sono sotto gli occhi di tutti – dichiara Paolo Bruni Presidente di CSO  – . Sono in crescita esponenziale i problemi legati ad una alimentazione troppo ricca di grassi saturi,
zuccheri e sodio che determinano sovrappeso e obesità ed in stretta correlazione malattie cardiovascolari, tumori, diabete. I costi sociali di questo problema sono difficilmente
quantificabili ma certamente stanno creando allarme in tutti i Paesi occidentali.
Mai come oggi – continua Bruni – emerge l’esigenza di sostenere i consumi di frutta e verdura fresca che, come più volte evidenziato da istituzioni scientifiche internazionali come
l’OMS
(Organizzazione Mondiale della Sanità), rappresentano uno degli strumenti più efficaci per combattere le malattie di cui sopra”.
La situazione italiana vede nel 2010 un dato globale di acquisto per le famiglie di 6,4milioni di tonnellate di ortofrutta, (Fonte: GFK) quantitativo identico all’anno precedente. Modesto
è stato l’incremento relativo alla frutta, 1%, mentre per la verdura si è registrato lo stesso valore dell’anno scorso.
È interessante verificare l’andamento temporale degli acquisti che, per la frutta raggiungono i segni di maggiore incremento nei mesi invernali, novembre, dicembre, gennaio, febbraio e
naturalmente in piena estate mentre risultano in decremento in marzo, aprile, agosto, settembre e ottobre. Per le verdure gli acquisti sono più costanti nell’anno con il solo segno
negativo in aprile, agosto e ottobre.
C’è una ripresa dei consumi di alcuni prodotti tradizionali che dal 2000 al 2005 avevano subito un vero e proprio crollo come è il caso delle pesche scese nel 2005 a -17% rispetto
al 2000 e oggi in ripresa.
Sono in crescita inoltre i consumi di kiwi, clementine e nettarine. Rispetto anche al 2008 poi si rileva una ripresa dei consumi di fragole, ananas, susine, albicocche e meloni e pere mentre
perdono quota le mele, banane, arance e uva.
Per quanto riguarda le verdure va evidenziata una crescita degli acquisti dal 2000 al 2009 per le insalate ( 18%), i finocchi ( 15%), cetrioli ( 27%), asparagi ( 14%).
Il quadro dei consumi mostra una sostanziale stabilità ma è evidente che negli ultimi 10 anni si sono perse importanti quote parzialmente bilanciate da un andamento dei prezzi al
consumo in crescita ed oggi stabili rispetto ad esempio al 2008.
Sul versante della produzione le posizioni concordano nello sforzo di riqualificazione dei prodotti che in questi ultimi anni si presentano con una gamma variata (nuove varietà, nuovi
imballi, presenza di varietà club, tentativi di affermazione delle marche, diversificazione per provenienza (DOP e IGP) qualificazione salutistica (biologico), prodotti equo solidali
ecc.
“La differenziazione sta cominciando a dare frutti come conferma Renzo Piraccini Direttore di Apofruit – i progetti di differenziazione e segmentazione sono in atto e solo per quelle specie dove
si è attuata una politica di questo tipo si possono apprezzare risultati molto positivi. E’ chiaro dai dati sui consumi che la politica delle promozioni sottocosto non ha contribuito ad
incentivare gli acquisti ma ha solo abbassato il valore aggiunto e ridotto le marginalità.”

Newsfood.com

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