Se le verdure hanno un nome diverso, i bambini le amano di più
20 Settembre 2012
II Bardo aveva torto: la rosa con un nome diverso perderebbe parte della loro magia.
Al contrario, rinominare le verdure le rende più attraenti per i bambini.
Lo dimostra una ricerca della Cornell University (USA), diretta da Brian Wansink e pubblicato sul sito della
facoltà.
Gli esperti hanno condotto una ricerca in due fasi.
Per la prima, sono stati messi sotto esame 147 studenti (8-11 anni) di varia origine sociale e status economico.
Per tre giorni, i piccoli hanno ricevuto un menu con carote. Il primo ed il terzo giorno, le carote erano presentate come carote. Tuttavia, il terzo giorno le carote erano divise in due gruppi:
nel primo erano chiamate “Carote per la vista a raggi X” (X-ray Vision Carrots) nel secondo, “Cibo del giorno”.
Nonostante le carote fossero sempre dello stesso tipo e qualità, il nome “Carote per la vista a raggi X” aveva portato ad un consumo del 66% dei vegetali serviti, contro un 32% del “Cibo
del giorno” ed un 35% delle carote standard.
Nella seconda fase sono stati osservati 1552 studenti, che frequentavano due scuole della zona di New York.
Anche qui, le verdure sono state presentate in varie versioni: le carote nella versione “X-ray Vision Carrots”, i broccoli nella versione “Broccoli del Pugno Potente” (Power Punch Broccoli)
mentre i fagioli sono diventati “Sciocchi straordinari fagioli verdi” (“Silly Dilly Green Beans”) o ” Piccole saporite punte d’albero” (“Tiny Tasty Tree Tops”).
Per un mese, entrambe le scuole hanno servito le verdure con i nomi convenzionali. Nel secondo mese, una scuola ha servito verdure con nomi speciali, la seconda con i nomi standard.
Risultato, la prima scuola (nomi speciali) ha visto aumentare il consumo del 99% rispetto ai primi 30 giorni, mentre nella seconda (nomi standard) è sceso del 16%.
Secondo gli esperti, perciò, rinominare le verdure è un metodo semplice, valido, economico per aumentarne il consumo nelle mense scolastiche.
Matteo Clerici
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