Scuola, Formigoni: «nostra riforma modello per nuovo Governo»
20 Febbraio 2008
Milano – Il contenzioso con il Ministero sulla legge lombarda dell’istruzione è sostanzialmente appianato, l’accordo tecnico per la soluzione c’è: ritiro dei
rispettivi ricorsi (Stato contro Regione e Regione contro Stato) e via libera all’attuazione della riforma regionale. L’esito finale è rinviato a ottobre, a causa della caduta del
Governo Prodi.
Ma da subito si va avanti nell’attuazione di una riforma «che ha aumentato in Lombardia – ha fatto rilevare il presidente Formigoni in una conferenza stampa con l’assessore all’Istruzione
e Formazione, Gianni Rossoni – la libertà di scelta educativa delle famiglie, ha sviluppato maggiori opportunità, ha realizzato il sistema organico della ‘dote’ per sostenere
economicamente gli studenti».
L’accordo prevede:
– il riconoscimento della validità dei percorsi triennali del sistema di Istruzione e Formazione professionale (Ifp) regionale da parte dello Stato ai fini della loro possibilità
di assolvere l’obbligo di istruzione;
– percorsi e progetti di lotta alla dispersione in particolare per la fascia 14-16 anni;
– sperimentazione di un modello organizzativo innovativo del sistema di istruzione.
Obiettivo: spostare la governance dallo Stato alla Regione e raggiungere l’autonomia scolastica con gestione diretta del personale e dei finanziamenti (da perseguire in un costante confronto
con il Ministero).
Formigoni rilancia sul futuro Governo: «La riforma operata dalla legge regionale 19/07 è un punto di svolta nelle politiche di governo sull’istruzione e sulla formazione. Dal
prossimo Governo ci aspettiamo che condivida un processo di modernizzazione del Paese a partire proprio dal sistema educativo».
Ed ecco l’articolazione delle proposte al prossimo Governo (da chiunque sia formato):
– lo Stato mantenga esclusivamente la disciplina delle norme generali e i principi fondamentali, come prevede la Costituzione, lasciando alla Regione il governo di tutta la rete scolastica;
– si introduca il federalismo fiscale anche in campo scolastico, che permetta un rapporto diretto tra prelievo e spesa;
– lo Stato riconosca la libertà delle persone nella scelta del proprio percorso educativo e formativo;
– si valorizzi la professionalità degli insegnanti, attraverso la possibilità di una carriera interna e il riconoscimento economico del merito.





