Buono scuola, Rossoni: «Muhlbauer ignora la realtà»

By Redazione

Milano – «Delle due l’una: o Muhlbauer parla di cose che non conosce, oppure racconta ciò che gli fa comodo» l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione
e Lavoro, Gianni Rossoni, non usa mezzi termini per replicare alle dichiarazioni del consigliere del Prc, Luciano Muhlbauer, in riferimento alle assegnazioni del buono scuola.

«Il buono scuola – precisa Rossoni – è tutto fuorché un finanziamento alla scuola privata. Si tratta di un sostegno diretto alle famiglie che presentano i requisiti per
riceverlo, il primo dei quali è aver sostenuto una spesa di almeno 208 euro per l’iscrizione scolastica dei figli».
Va da sé, quindi, che chi non sostiene tale tetto minimo di spesa non riceva il contributo. Da qui l’alta percentuale, tra i beneficiari del buono, di famiglie che optano per le scuole
non statali che, o non prevedono un’iscrizione superiore ai 208 euro o, spesso, non la richiedono neppure.

«Un secondo aspetto che abbiamo già fatto presente più volte al consigliere Muhlbauer – fa notare Rossoni – è che questa scelta non crea ma sana un’ingiustizia.
L’ingiustizia subita da chi, scegliendo un’istruzione non statale per i propri figli, paga il doppio o più degli altri. Come? Una volta con il normale prelievo fiscale (parte del quale
serve a finanziare l’istruzione statale), e poi con la retta che versa all’istituto scolastico».
«Ma c’è anche un terzo aspetto da considerare. Chi ha un reddito Isee superiore a 46.596,62 euro – aggiunge Rossoni – non ha diritto al buono scuola. Nel 2007, delle 53.364
famiglie (65.411 studenti) che hanno beneficiato del buono scuola, l’80% (43.086) aveva un indicatore reddituale (Isee) inferiore a 30mila euro.

Il restante 20% (10.271) si attestava tra i 30 e i 45mila».
«Se ne deduce – spiega Rossoni – che la fetta di popolazione che maggiormente riceve il buono scuola è quella medio-bassa.
Da ultimo. Quello che Mulhbauer chiama ‘sussidio per l’anno scolastico 2008/2009’ porta il nome, che a lui piaccia o no, di ‘Dote’, che non finanzia solo chi sceglie un’istruzione non statale
ma, come si legge nella delibera che lo approva, sostiene le famiglie con reddito Isee inferiore ai 15.400 euro che iscrivono i propri figli alle scuole elementari, medie e superiori statali,
con un contributo rispettivamente di 120, 220 e 320 euro all’anno».

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