Scende l'inflazione, calano i consumi, ma il Bio resiste: 5,4% rispetto al 2008

Scende l'inflazione, calano i consumi, ma il Bio resiste:  5,4% rispetto al 2008

 

Cala ancora l’inflazione, che a gennaio 2009 è scesa all’1,6% – a dicembre era al 2,2% – mentre su base mensile è diminuita dello 0,1%. È quanto conferma oggi
l’Istat che segnala anche che l’indice dei prezzi al consumo sia tornato ai livelli di agosto 2007.

Stesso andamento anche per i prezzi relativi ai beni di largo consumo che, rispetto a gennaio 2008, sono aumentati dell’1,4% (in sensibile rallentamento rispetto al 2,1% di dicembre) e
dello 0,1 rispetto al mese precedente.

Diminuisce il “peso” dei carburanti

Diminuiscono, invece, i prezzi dei carburanti: quelli della benzina verde a gennaio sono diminuiti dell’1,9% rispetto a dicembre, e del 18,1% rispetto a gennaio 2008; il prezzo del
gasolio, invece, diminuisce rispetto a dicembre del 5,7%, e del 17,6% rispetto a un anno prima. Questo calo è dovuto anche alla frenata dei comuni registrata in Italia con
l’avvento della crisi economico-finanziaria esplosa a settembre,

Il biologico in controtendenza

Ma c’è un settore che va in controtendenza. O meglio, risente meno della crisi dei consumi. E’ quello del biologico, la cui spesa secondo i dati Ismea-Nielsen – è
cresciuta in valore del 5,4% nel 2008.

Un risultato soddisfacente per il comparto, anche se meno positivo rispetto al 10,2% dell’anno precedente. Comunque il dato è migliore rispetto all’andamento complessivo dei
consumi alimentari, inclusi i prodotti convenzionali, che l’anno scorso sono cresciuti, sempre in termini di spesa, del 4,4%. 

L’ortofrutta è in testa

Nel dettaglio, i maggiori tassi di crescita si rilevano per l’ortofrutta fresca e trasformata ( 20% sul 2007), per i prodotti per l’infanzia ( 16%) e per pane, pasta, riso e uova, che
su base annua hanno fatto segnare un incremento di oltre il 14%.

Molto più contenuta, invece, la crescita della spesa per l’acquisto di bevande biologiche e di lattiero-caseari. In controtendenza, poi, i prodotti della prima colazione: il
consumo di caffè, tè, biscotti e dolciumi bio, è calato del 14%. 

Riguardo alla distribuzione territoriale, i dati del 2008 confermano la forte concentrazione degli acquisti di prodotti biologici nelle regioni settentrionali, con percentuali del 44,1%
nel Nord-Ovest e del 27,2% nel Nord-Est.

Un altro 19,7% fa riferimento alle regioni centrali, inclusa la Sardegna, mentre il Mezzogiorno copre il restante 9%. In termini assoluti la crescita di consumi bio più
sostenuta nel 2008 su base annua si è registrata al Centro-Sud, in particolare nel Mezzogiorno ( 12,3%) e in misura minore nel Centro e Sardegna ( 8,5%). In aumento la spesa
anche nelle regioni del Nord-Ovest ( 6,8%), a fronte di una flessione dello 0,8% registrata nel Nord Est.

Sul podio anche uova, latte e yogurt
La ripartizione dei dati per canale distributivo (la rilevazione Ismea non include i negozi specializzati) rivela una crescita della spesa di oltre il 5% presso gli iper e i
supermercati. Più rilevante l’aumento registrato nei negozi tradizionali ( 17,3%) e negli hard discount ( 45,9%), canali che rivestono un ruolo comunque limitato nel
biologico.
Nella lista dei prodotti bio più acquistati dalle famiglie italiane sul podio troviamo le uova, seguite dal latte fresco e dallo yogurt. Seguono le bevande alla soia, gli
omogeneizzati, i succhi di frutta, gli oli d’oliva e la pasta di semola.

Davide Sfragano

 

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