Sanzione per tardiva trasmissione telematica delle dichiarazioni : possibile il ravvedimento operoso

L’articolo 1, commi 33 e 34, della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (d’ora in avanti finanziaria per il 2007) ha modificato la disciplina delle sanzioni applicabili alle violazioni di cui agli
articoli 7-bis e 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ridisegnando il sistema delle sanzioni poste a carico dei soggetti abilitati a prestare assistenza fiscale, nonché
degli intermediari incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni. In particolare per effetto delle modifiche apportate dalla legge Finanziaria per il 2007 le predette sanzioni
devono essere ricondotte nell’alveo delle sanzioni amministrativo-tributarie, con conseguente applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, in quanto
compatibili, ovvero con l’applicazione dell’istituto del ravvedimento operoso.

I chiarimenti delle Entrate
L’Agenzia con circolare n. 52 del 27 settembre 2007 interviene per offrire i chiarimenti in merito alle norme in esame evidenziando l’innovativa previsione contenuta nel nuovo comma 1-bis
dell’articolo 39 del D.lgs. n. 241 del 1997 (così come modificato dal comma 33 art. 1 legge finanziaria 2007) secondo cui “Nei casi di violazioni commesse ai sensi dei commi 1 e 3 del
presente articolo e dell’articolo 7-bis, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Il centro di assistenza fiscale per il quale
abbia operato il trasgressore è obbligato solidalmente con il trasgressore stesso al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata”. Questa disposizione fa rientrare nell’alveo
amministrativo-tributario le sanzioni per la tardiva od omessa trasmissione telematica della dichiarazione da parte dei soggetti incaricati, facendo si che alle stesse sia applicabile
l’istituto del ravvedimento operoso. Precedentemente alle modifiche apportate dalla legge finanziaria 2007 la stessa Agenzia aveva chiarito che la sanzione prevista dall’art. 7bis del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 non avesse carattere tributario ma amministrativo non potendosi alla stessa applicarsi i principi stabiliti dal D.lgs 18 dicembre 1997, n. 472 ed in
particolare l’istituto del ravvedimento operoso.

Le Entrate, inoltre, ricordano che è possibile il ravvedimento sempre che la violazione non sia stata contestata o non siano iniziati accessi, ispezioni verifiche o altre attività
amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore ed i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza
.altre attività di accertamento di cui il trasgressore abbia avuto formale conoscenza. Altro presupposto indefettibile è quello che l’adempimento omesso possa essere ancora
validamente effettuato. In particolare, nel caso di trasmissione telematica delle dichiarazioni è necessario che la dichiarazione trasmessa possa ancora essere validamente
presentata.
Al riguardo l’Agenzia ricorda che sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine mentre le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a
novanta giorni si considerano omesse (l’articolo 7, comma 7, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322).
Nel caso di cui si tratta, per effetto delle modifiche apportate dalla legge finanziaria 2007 all’art. 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, la specifica sanzione a carico
dell’intermediario può essere ridotta ad un ottavo del minimo se la dichiarazione viene trasmessa con un ritardo non superiore a novanta giorni, fermo restando che alla sanzione per
tardiva trasmissione telematica della dichiarazione si affiancano le sanzioni per tardiva presentazione della dichiarazione, di cui al D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, che, comunque, devono
essere irrogate a carico del contribuente.
L’Agenzia ricorda infine che il pagamento della sanzione in misura ridotta deve essere effettuato da parte dell’intermediario contestualmente alla trasmissione telematica della
dichiarazione.

Agenzia Entrate, circolare n. 52 del 27 settembre 2007
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