Salario minimo garantito? Il Codacons chiede la pensione minima garantita
20 Febbraio 2008
In questa campagna elettorale c’è chi ha proposto un salario minimo garantito, ebbene il Codacons chiede al prossimo Governo di garantire una pensione minima dignitosa, è
impossibile, infatti, vivere con meno di 800 euro al mese, per questo chiediamo fin da subito un impegno a tutti i futuri candidati premier per portare le pensioni al minimo a 800 euro, nel
caso non ci siano altri redditi famigliari.
Ecco il risultato di un’inchiesta del Codacons che ha intervistato 300 pensionati. E’ stato chiesto a queste persone quali aumenti del costo della vita hanno maggiormente percepito nel corso
del 2007. Di seguito le risposte, che potevano essere multiple:
TABELLA PERCEZIONE AUMENTI NEL CORSO DEL 2007
Capitolo di spesa
Percentuale aumento
Alimentari
92
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili
84
Servizi sanitari e spese per la salute
76
Mobili, articoli e servizi per la casa
49
Abbigliamento e calzature
31
Bevande alcoliche e tabacchi
27
Trasporti
25
Ricreazione, spettacoli e cultura
16
Servizi ricettivi e di ristorazione
8
Altri beni e servizi
4
Comunicazioni
3
Istruzione
0
Fonte: Codacons
Ebbene il 92% dei pensionati intervistati ha dichiarato che l’alimentazione è la voce aumentata di più nel corso del 2007. Segue, con l’84% degli intervistati, la voce abitazione
(che comprende affitti, riparazione della casa, acqua, gas, elettricità, raccolta rifiuti?). Al terzo posto, con il 76%, la voce servizi sanitari e spese per la salute (voce che
comprende medicinali, servizi medici, analisi cliniche, articoli igienico sanitari). Come si evidenzia dall’inchiesta si tratta di 3 voci a domanda rigida alle quali anche un pensionato non
può rinunciare. Tutte le altre voci sono decisamente distaccate, nessuna, infatti, supera il 50 % delle segnalazioni.
E’ evidente che le risposte sono condizionate dai consumi tipici dei pensionati, profondamente diversi da quelli della famiglia media considerata dall’Istat e che riguardano, prevalentemente,
l’alimentazione, la casa e la salute. Una dimostrazione indiretta della improcrastinabile necessità che l’Istat faccia indici differenziati, per verificare ufficialmente come
l’inflazione si spalma sulle diverse fasce sociali. In particolare occorre un nuovo indice ad hoc per i pensionati e che il prossimo Governo si impegni fin da ora ad adeguare, almeno le
pensioni, all’inflazione reale calcolata secondo questo nuovo indice.




