Sala Parisi: non è un nuovo locale di Milano ma il derby del Sindaco

Sala Parisi: non è un nuovo locale di Milano ma il derby del Sindaco

By Giuseppe

Manager contro manager nella metropoli di domani

Il risultato del primo tempo dice che la poltrona a sindaco di Milano tra Beppe Sala e Stefano Parisi, i due candidati cloni ma il primo alla guida del centro sinistra e il secondo espressione del centro destra, se la giocheranno al ballottaggio del prossimo 19 giugno. Infatti, il primo tempo si è concluso praticamente con un pareggio perché Beppe Sala stacca Stefano Parisi sono di un modesto 0,87%, cioè, di solo 4.769 voti. E, quindi, partita ancora tutta da giocare  tra i due manager scelti il primo da Renzi per il centro sinistra e il secondo che è stato capace di unire il centro destro, per amministrare Milano. Insomma, invece che ricorrere alla politica, si è pensato ai manager. Ai cosiddetti “uomini del fare”. E’, questa, la scelta giusta per governare le città?
Un risultato che, francamente, delude un po’ le aspettative dell’apparato di centro sinistra convinto che avrebbe vinto se non addirittura sfondato già al primo turno magari sull’onda dei successi di Expo di cui Sala è stato commissario unico. Invece qualcosa non è andato per il verso giusto. Gli elettori milanesi probabilmente sono rimasti un po’ perplessi di fronte alle reticenze di Sala nel comunicare i dati sull’Esposizione Universale. Tutti parlano di grande successo, ma gli interessati pare che non abbiano ancora portato le documentazione a conferma del successo e dei conti a posto. Senza dimenticare che Sala avrebbe dimenticato (ed è eclatante), non è un gioco di parole, di inserire nella propria denunzia dei redditi la proprietà di una casa a St Moritz. E’ difficile affermarlo, ma sono episodi che potrebbero aver influito sull’immagina di quello che a Renzi è sembrato il candidato giusto per sostuiti Giuliano Pisapia alla guida della città di Milano.
Se poi si pensa che l’elettorato milanese vuole un cambio di rotta, allora vuol dire che nemmeno l’esperienza di Pisapia è stata ritenuta soddisfacente. Si vedrà nelle prossime ore quanti degli assessori uscenti risulteranno eletti consiglieri comunali.  Se, poi, si fa un giro nelle periferie, si potrebbe dire sì. Il degrado, a quanto pare, non sarebbe stato adeguatamente affrontato. Anche se ci sono pezzi di città che hanno conosciuto un certi sussulto d’orgoglio. Ma, dai milanese, almeno alla luce dei risultati elettorali, non sarebbero stati comunque soddisfatti o non se ne sarebbero accorti. O, non avrebbero capito l’idea di città che ha Sala, a differenza dell’elettorato di centro destra che è convinto del progetto–Milano di Parisi.
Senza dimenticare che Sala ha portato a sé pezzi tradizionalmente vicini al centrodestra come la Compagnia delle Opere, trascurando probabilmente il tradizionale elettorato di sinistra.
Due settimane ancora per capire la direzione che imboccherà la seconda città d’Italia. In questi 15 giorni può accadere di tutto. E, comunque, non sarà un ribaltone, visto l’esiguità di consensi che divide i due aspiranti sindaci di Milano.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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