Sabato 21 maggio è la “1ª Giornata Nazionale della Cultura del Vino”

Sabato 21 maggio è la “1ª Giornata Nazionale della Cultura del Vino”

Ricominciare dalla cultura, educando al “bere bene” e al “bere consapevole”. L’AIS – Associazione Italiana Sommelier, in occasione dell’inaugurazione di Vinitaly 2011, interviene nel
dibattito che anima il settore vitivinicolo nazionale e lancia un messaggio significativo all’autorevole platea composta da istituzioni, produttori, giornalisti ed opinion leader
dell’enogastronomia italiana presenti al Salone internazionale del Vino di Verona.

“Oggi, in Italia – afferma il neo Presidente dell’AIS, Antonello Maietta – solo 7 milioni di consumatori conoscono adeguatamente il vino e la cultura che c’è dietro. Gli altri che lo
bevono lo fanno in maniera non del tutto consapevole e non sempre hanno gli strumenti necessari per avvicinarsi a questa bevanda nel modo giusto e responsabile. Solo mettendo la cultura al
centro del “sistema vino” possiamo ricreare attenzione e curiosità verso questo prodotto, alimentando anche la ripresa dei consumi interni che nel nostro Paese non sono mai stati cosi
bassi dal 1950″.

Infatti, se da una parte il vino italiano corre oltre i confini nazionali confermandosi prima voce dell’agroalimentare – con un fatturato export 2010 di quasi 3,9 miliardi di euro e più
di 2,5 miliardi di bottiglie tricolori stappate nel mondo – dall’altra bisogna registrare che i consumi interni sono scesi, per la prima volta, sotto la “storica soglia” dei 40 litri procapite.
Un dato che può essere spiegato in primo luogo con la riduzione del potere di acquisto delle famiglie italiane, a seguito della recente crisi economica. In secondo luogo per ragioni
esclusivamente culturali legate ad una percezione distorta dei valori del vino.

Ed è proprio con l’intento di invertire questo trend e rilanciare la comunicazione del vino, che l’AIS presenta in anteprima a Vinitaly la “1ª Giornata Nazionale della Cultura
del Vino”
: appuntamento che andrà in scena il prossimo 21 maggio su tutto il territorio nazionale.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, le strutture regionali dell’AIS daranno vita, in contemporanea, ad una serie di incontri e dibattiti per divulgare la conoscenza del vino al grande pubblico.
Un progetto che vedrà impegnati in prima linea medici e ricercatori scientifici – coinvolti negli incontri – che evidenzieranno gli aspetti salutistici legati al consumo moderato di
questo bevanda. Ma anche storici e sociologi, impegnati a ripercorrere il profilo culturale del “nettare di Bacco”. Per finire con l’esercito dei 30.000 sommelier della scuola AIS ai quali
spetterà il compito di mostrare il lato edonistico ed emozionale del vino, attraverso le moderne tecniche di degustazione.

LE NUOVE SFIDE DELL’AIS PER LA CULTURA DEL VINO IN ITALIA E ALL’ESTERO

Alla presenza dei massimi esponenti del settore, l’Associazione Italiana Sommelier rinnova dunque il suo impegno per promuovere la cultura vitivinicola, che deve partire “dal basso”. E lo fa
lanciando un forte messaggio alle istituzioni. Un dato infatti deve far riflettere: nelle scuole alberghiere italiane – è questa la denuncia lanciata dall’AIS – solo 5 ore nell’arco di
un ciclo formativo vengono dedicate al vino, mentre, in Francia, questa bevanda è materia d’insegnamento già nella scuola dell’obbligo e gli studenti vengono portati in gita
scolastica nelle maggiori aziende vinicole. Per questo, al centro delle strategie presenti e future dell’AIS c’è la volontà di intensificare la promozione della cultura del vino
nei luoghi in cui si formano e poi lavoreranno le future generazioni di sommelier: dagli alberghi ai ristoranti, dalle enoteche alle scuole fino alle fiere.

Ma la nuova sfida dell’AIS sarà anche quella di valorizzare la figura professionale del sommelier all’Estero, anche grazie all’attività di promozione della WSA, l’associazione dei
sommelier nel Mondo guidata da Franco Ricci. “Ci sono delle aree geografiche, come l’Asia o il Canada – afferma Ricci – dove il nostri vini di punta sono spesso vittima di falsificazioni ed
imitazioni.

I sommelier italiani dovranno ergersi ad ambasciatori del vino di qualità, anche nell’ottica di difendere le produzioni gastronomiche d’eccellenza. Del resto, nella crescita del valore
dell’export del vino italiano nel mondo, un ruolo fondamentale viene giocato oggi proprio dai sommelier, che attraverso una seria e approfondita formazione raccontano pregi e virtù dei
nostri vini nei migliori ristoranti, alberghi, enoteche e durante i convegni e le tavole rotonde.”

Redazione Newsfood.com+WebTv

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