Rossoni: «Scuola da riformare, Fioroni sbaglia»
13 Marzo 2008
Milano – «Sono stupito che l’appello a non cambiare la scuola ad ogni nuovo governo venga da uno come Fioroni, che in un anno e mezzo da ministro ha bloccato la riforma
Moratti, ha operato una piena restaurazione dello status quo lasciando un quadro legislativo incoerente e frammentato».
Gianni Rossoni, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, non risparmia critiche alle dichiarazioni del ministro della Pubblica Istruzione uscente, secondo cui
«non si può cambiare la scuola a ogni cambio di governo».
«Siamo i primi – dice Rossoni – ad affermare che la scuola non può essere terreno di scontro politico e che, come per tutte le importanti riforme strutturali del Paese, siano
necessari ampi consensi. Questa è già la prassi in Regione Lombardia. La legge regionale di riforma del sistema di istruzione e formazione professionale è stata infatti
approvata dal Consiglio regionale con una maggioranza trasversale, che ha visto convergere, attraverso un voto di astensione, i partiti del PD verso le posizioni di tutta la Casa delle
Libertà».
Secondo Rossoni, comunque, «una riforma strutturale della scuola non solo è necessaria, ma è inevitabile», pena «il declino del nostro Paese: la perdita di
competitività, la bassa produttività del lavoro, la scarsa qualificazione dei lavoratori sono fattori da imputare all’inefficienza del nostro sistema scolastico».
Il vero difetto dell’istruzione italiana è la gestione «centralizzata e burocratica: è inconcepibile che il Ministero della Pubblica Istruzione sia la più grande
azienda europea con un milione e duecentomila dipendenti – chiarisce Rossoni – che abbia una spesa per studente superiore alla media europea ma con risultati agli ultimi posti».
Gli interventi di Fioroni sono stati invece «centrali e calati dall’alto». Si tratta, specifica Rossoni, «di interventi di superficie che non affrontano le problematiche da un
punto di vista strutturale, come ci dimostrano ancora i sempre gravi dati sulle insufficienze. Il richiamo alla fatica e alla severità è inutile. Non è scaricando le
responsabilità del malfunzionamento della scuola su allievi e famiglie che si risolvono i problemi.
La scuola di oggi non è lassista, è malata di burocrazia e chi ne paga il prezzo più alto sono gli allievi. La strada corretta non è indicare passo passo cosa devono
fare gli insegnanti, ma al contrario lasciare loro maggiore autonomia e responsabilità».
«Gli atti unilaterali del Ministro, le direttive e le circolari hanno cancellato gli spazi di autonomia delle scuole e delle Autonomie locali. I dirigenti scolastici vengono chiamati a
svolgere il ruolo di burocrati privi di ogni possibilità di organizzazione autonoma da continui carteggi ministeriali che intervengono in ogni dettaglio. Quella di Fioroni – conclude
Rossoni – è la strada giusta per portarci nel terzo mondo.
Bisogna invece avere il coraggio di modernizzare il paese, a partire dalla scuola. Questo è il compito che avrà il prossimo Governo».





