Roma, dal prossimo weekend niente alcolici da asporto e dalle 2 divieto di vendita
14 Gennaio 2009
Nuove regole per la sicurezza in Centro, operative probabilmente già dal prossimo fine settimana. Gli esercizi commerciali non potranno più vendere drink alcolici da
asporto dalle 21, mentre dalle 2 scatta il divieto di somministrazione
Giro di vite per la “movida” romana e lo “sballo” notturno. E una stretta anche per gli esercizi commerciali e le associazioni che vendono gli alcolici nel
centro della città. A dettare le nuove regole per la sicurezza nel centro della Capitale e per il divertimento consapevole è stato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno,
insieme con il prefetto Giuseppe Pecoraro durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Proprio il divertimento sfrenato e senza regole è il maggiore imputato dopo lo stupro di una ragazza durante il veglione di San Silvestro alla nuova Fiera di Roma e
l’accoltellamento di un turista americano a Campo de’ Fiori, epicentro della movida capitolina. Così dal Campidoglio si è deciso di intervenire con norme
chiare che saranno operative probabilmente già dal prossimo fine settimana: restrizioni per la somministrazione di bevande alcoliche (off limits per l’asporto dalle 21),
controlli con etilometro, illuminazione e riqualificazione di alcune aree, videosorveglianza ma anche occasioni di socializzazione per i giovani. Per ora, l’unica misura
restrittiva riguarda la vendita di bevande alcoliche: i locali, le associazioni culturali, i supermercati e le pizzerie a taglio del centro non potranno più vendere drink
alcolici da asporto dalle 21, mentre dalle 2 scatta il divieto di somministrazione.
“Comprendiamo perfettamente che siamo in un momento di emergenza e prendiamo atto di questo ulteriore divieto ma non ci fa piacere”. Lo ha detto il presidente di
Confcommercio, Cesare Pambianchi, commentando la decisione adottata dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Pambianchi invita le istituzioni “a non proseguire con
i divieti che sacrificano chi non è causa del fenomeno. E’ una privazione di libertà. E’ giusto perseguire chi compie reati ma se andiamo avanti così
rischiamo di diventare la città dei divieti. Però capiamo il momento anche se non siamo d’accordo”.
Vetrine e insegne illuminate di notte come deterrente ad atti violenza e per rendere la città più sicura e accogliente anche al calare delle tenebre, ma solo con
“tariffe agevolate”. Il presidente di Confcommercio Roma, Cesare Pambianchi, si è dichiarato disponibile ad illuminare gli esercizi commerciali di notte ma ha chiesto
uno sconto sulla bolletta per i commercianti. Pambianchi, che ha anticipato la richiesta di incontro con il presidente di Acea (l’azienda capitolina che gestisce
l’erogazione di energia elettrica e acqua, ndr) Giancarlo Cremonesi, ha detto che i commercianti sono disposti “a mantenere accese insegne e vetrine ma nuovi livelli di
consumo di energia elettrica sono possibili soltanto a fronte di tariffe particolari”.





