Risparmio gestito: Adusbef e Federconsumatori studiano una class action contro le banche

Il cartello bancario,dopo aver appioppato bond bidone ad 1 milione di risparmiatori, mandando in fumo un controvalore di 50 miliardi di euro, ha colpito ancora una volta-sotto mentite spoglie-
bruciando il sudato risparmio di centinaia di migliaia di famiglie, che si erano fidate dei tranquilli fondi comuni di investimento.

L’Italia è caratterizzata dalla ennesima anomalia creditizia dove i primi 4 gruppi bancari (Intesa-San Paolo; Unicredit-Capitalia; Monte dei Paschi-Antonveneta; BNL-Paribas) controllano
oltre l’85 per cento dei fondi comuni di investimento,con buona pace della concorrenza e dei diritti dei risparmiatori: fondi che hanno conseguito gestioni disastrose, con perdite pari a 52
miliardi di euro nell’ultimo anno, a fronte di commissioni pari a 5,1 miliardi di euro. I cosiddetti professionisti del risparmio gestito infatti,sono riusciti a realizzare perdite superiori
rispetto ai singoli risparmiatori che hanno investito i propri capitali nei titoli pubblici o con gli strumenti del «fai da te» tanto deprecati dall’industria del risparmio gestito.

Secondo il rapporto di Mediobanca, nel 2006 solo il 14% dei fondi, è riuscito a battere il benchmark,ossia i rendimenti stabiliti dagli stessi fondi,mentre nel quinquennio 2002-2006, la
percentuale dei fondi che hanno battuto il loro benchmark arriva solo al 2%: i signori gestori ben pagati da laute commissioni,sono riusciti ad ottenere rendimenti meni inferiori ai singoli
risparmiatori che investono da sé. Secondo il rapporto di Mediobanca,sono inutili anche i rating Morningstar, spesso ingannevoli per gli 11 milioni di sottoscrittori quote dei fondi
comuni.
La ricerca di Mediobanca,che copre il periodo 1984-2006 e riporta dati sui 1200 principali fondi e SICAV di diritto italiano: 655 fondi comuni aperti (il cui patrimonio al 31 Dicembre 2006
rappresentava il 91% di quello complessivo di tutti i fondi comuni aperti di diritto italiano operanti), 34 fondi riservati – 92% del patrimonio -, 34 fondi di fondi collegati – 94% del
patrimonio -, 183 fondi speculativi – 98% del patrimonio -, 34 fondi pensione negoziali – 99% del patrimonio -, 69 fondi pensione aperti – 99% del patrimonio -, 22 fondi chiusi e 32 fondi
immobiliari, nonchè tutti i fondi di fondi non collegati e le SICAV e SICAV di fondi, operativi a fine 2006.

Ma anche nel 2007 si registra la Caporetto dei Fondi,con un saldo negativo record della raccolta netta: i riscatti hanno superato di molto le nuovesottoscrizioni per il terzo anno consecutivo,
toccando il record di 39 miliardi di euro; il deflusso netto di capitali nei soli fondi comuni aperti ha superato i 52 miliardi di euro.
Poiché è del tutto evidente la responsabilità delle banche nel buco del sistema dei Fondi, commercializzati come prodotti sicuri,che al contrario nascondono magagne
gravissime,essendo infarciti di prodotti strutturati, con all’interno derivati quasi analoghi ai mutui subprime, sofisticati al punto da contenere commissioni e costi di caricamento dal 5 al 7
per cento,che non daranno alcun guadagno neppure teorico ai sottoscrittori,ma solide stock option ai manager bancari sui risultati ottenuti,con perdite certe nei cinque sette anni di vita,
Adusbef e Federconsumatori, hanno incaricato alcuni primari studi legali, con la finalità di preparare una class action contro i Fondi Comuni ed i loro aiz0onisti di riferimento,che sono
i principali 4 gruppi bancari.
Quando matureranno le perdite per centinaia di migliaia di sottoscrittori,che si sono fidati ancora una volta dei cattivi consigli delle banche, perché indotti ad investire nei fondi
comuni di diretta emanazione delle stesse banche,con un conflitto di interessi così lampante,ma ben tollerato dalle distratte autorità di controllo come Consob e Bankitalia,
verrà alla luce un sistema fraudolento da far impallidire i crack Pramlat,Cirio e bond argentini-messi insieme.
Ma stavolta,l’ennesimo scandalo delle banche e dei fondi comuni italiani,maturato con il concorso del controllore, non resterà impunito grazie alla class action,che al 90% sarà
promossa a tutela di milioni di risparmiatori traditi e truffati ancora una volta dal sistema bancario.

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