Riposi giornalieri, settimanali, annuali

D: Quali riposi spettano al dipendente e quando? Quale è la tipologia dei riposi che la legge riconosce ai lavoratori giornalmente, settimanalmente, annualmente?

R: Il Ministero del lavoro ha fornito al riguardo con una serie di Note ( n. 29/2007, n. 30/2007, n. 31/2007 e n. 33/2007) una serie di indicazioni che abbiamo raccolto e che rispondono alla
sua domanda sui diritti dei lavoratori dipendenti in ordine ai riposi giornalieri, settimanali, annuali.
Secondo il Ministero ogni lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e tali 11 ore devono essere consecutive per dare un senso pratico al riposo e per riprendere
energia.
Tuttavia ci sono attività che per loro natura non possono avere un riposo così continuativo come per esempio il personale addetto alle pulizie, i camerieri, il personale di
cucina, ecc. che svolgono lavori a brevi intervalli: in tali casi sono ammessi frazionamenti del periodo.
Per il Ministero inoltre ogni lavoratore ha diritto ogni sette giorni a una riposo di almeno 24 ore consecutive che di regola deve essere fatto nella giornata di domenica, ma le 24 ore non
possono comprendere le 11 ore, che vanno addizionate, anche se il lavoratore non ha diritto a 35 ore di riposo consecutivo: infatti tra i due diversi riposi ci può essere intervallo
poiché l’obbligo della consecutività è riferito solo alle 24 ore.

Quanto al riposo domenicale di 24 ore per il Ministero del Lavoro questo può essere fatto in un giorno diverso dalla domenica, quando lo richiedono le caratteristiche
dell’attività
Infatti la legge prevede eccezioni alla domenica quando si lavora a turni con cambio di squadra, nei trasporti ferroviari e sui treni, industrie stagionali, lavori ad alta tecnologia, ragioni
di pubblica utilità, ecc.
Il riposo di un giorno intero deve capitare ogni sei giorni secondo il rapporto 6 1. Ma anche qui è possibile derogare a tale cadenza in relazione alla tipicità dei lavori e senza
per questo recare danno alla salute del lavoratore e alla sicurezza del lavoro.
Per il Ministero alcuni CCNL, in relazione alla natura dell’attività svolta, impongono ai dipendenti la disponibilità, vale a dire di essere pronti a ogni chiamata dell’azienda
nei momenti di riposo.

Pertanto un lavoratore dopo 5 ore di riposo potrebbe essere richiamato in azienda ed in tal caso una volta terminato il lavoro richiesto di urgenza ha diritto solo non alle restanti 6 ore di
riposo non fatto, bensì a 11 ore di riposo.
Quanto al riposo annuale la legge comunitaria dispone che ogni lavoratore ha diritto a 4 settimane di ferie pagate all’anno.
Il periodo deve essere preso in modo consecutivo, ma se ciò non è possibile è obbligatorio fare almeno 2 settimane di ferie. Le altre due possono essere fatte entro 18 mesi
dalla fine dell’anno in corso. In ogni caso è vietato rinunciare alle ferie per lavorare: le ferie non devono essere monetizzate.
Riposo dopo lavoro notturno del personale di volo
Per il Ministero al personale di volo delle compagnie di aviazione civile non si applicano le disposizioni relative al lavoro notturno, ma per lo stesso è sempre in vigore la disciplina
dettata dal D.Lgs. n. 151/2001 secondo cui non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

1) la lavoratrice madre di un figlio sotto i tre anni (in alternativa il divieto si applica al padre convivente);
2) la lavoratrice o il lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente sotto i 12 anni;
3) la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile.

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