RIFORMA DEL CATASTO

RIFORMA DEL CATASTO

By Giuseppe

Con la riforma del catasto si finisce a pagare tutti di più

Articolo su Qn Il Giorno del 25 ottobre 2024

25 ottobre 2024
Con la riforma del catasto si finisce a pagare tutti di più
Articolo su Qn Il Giorno del 25 ottobre 2024
di Achille Colombo Clerici
In questi giorni qualcuno ha riproposto il tema della riforma catastale chiedendosi come mai, nonostante le reiterate e puntuali raccomandazioni della Commissione Europea ad attuare la riforma e gli appelli di istituti come l’Ocse a spostare la tassazione dalle persone alle cose, i vari governi italiani – da quello Letta a quello Renzi (2014) e persino a quello Draghi (2021-2023), che aveva mostrato una risolutezza senza eguali – non siano riusciti a portare in porto l’operazione. Non ci vuole molto a rispondere che il motivo di fondo sta nel fatto che, per come essa è concepita, comporta gravi conseguenze negative difficilmente valutabili per le economie, sia immobiliare, sia generale.
La Riforma del Catasto  pensata dalla Agenzia delle Entrate  porta ad un innalzamento generalizzato dei valori imponibili(elevandoli al livello del mercato)quindi ad un aggravamento del carico fiscale su tutti gli immobili. Ma le aliquote delle diverse imposte sono state calibrate a suo tempo, ai fini del gettito voluto, e determinate nella consapevolezza di intervenire su valori notoriamente inferiori a quelli di mercato(perché lo Stato mica è fesso). E non c’è da illudersi che, una volta varata la riforma, possano esservi riduzioni delle stesse dato il previsto meccanismo di invarianza del gettito (probatio diabolica a carico dei contribuenti poiché il gettito aumenta sempre fisiologicamente di anno in anno in quanto aumentano la massa ed i valori imponibili) e non del prelievo. Secondo aspetto: dalla istituzione di quelle aliquote moltissimi di quei valori bassi sono stati già aggiornati in virtù della revisione automatica in caso di lavori edilizi ( D.M. n. 701 del 1994 in generale e ‘art. 119 DL19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 per le opere del Superbonus)  ed a seguito della applicazione del comma 335 art. 1 della finanziaria per il 2005 ( revisione per microzone ) . Questi immobili, interessati dagli aggiornamenti, con le aliquote vigenti (che a riprova non sono state affatto ridotte dopo l’intervenuto aggiornamento catastale) già pagano uno sproposito. Se si invoca l’equità per forzare la mano al legislatore, è bene che nessuno si faccia illusioni: con questo sistema si finisce a pagar tutti di più. Spostiamo il dibattito dal piano degli slogan elettorali da presa per il naso a quello tecnico e allora capiremo. Se equità e perequazione ci devono essere occorre far pagare di meno quelli che ora pagano di più e non far pagare di più quelli che ora pagano di meno.

 

 


Redazione Newsfood.com
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La Riforma del Catasto , per come è concepita dalla Agenzia delle Entrate , porta ad un innalzamento generalizzato dei valori imponibili (elevandoli al livello del mercato) quindi ad un aggravamento del carico fiscale su tutti gli immobili .

Ma le aliquote delle diverse imposte sono state calibrate a suo tempo, ai fini del gettito voluto, e determinate nella consapevolezza di intervenire su valori notoriamente inferiori a quelli di mercato (perché lo Stato mica è fesso); e non c’è da illudersi che possano esservi riduzioni delle stesse dato il previsto meccanismo di invarianza del gettito (probatio diabolica a carico dei contribuenti perché il gettito aumenta sempre fisiologicamente di anno in anno in quanto aumentano la massa ed i valori imponibili) e non del prelievo.

Secondo aspetto: dalla istituzione di quelle aliquote moltissimi di quei valori bassi sono stati già aggiornati in virtù della revisione automatica in caso di lavori edilizi ed a seguito della applicazione del comma 335 art. 1 della finanziaria per il 2005 ( revisione per microzone ).

Questi immobili, interessati dagli aggiornamenti, con le aliquote vigenti (che a riprova non sono state affatto ridotte dopo l’aggiornamento catastale) già pagano uno sproposito. Allora, se equità e perequazione ci devono essere occorre far pagare di meno quelli che ora pagano di più e non far pagare di più quelli che ora pagano di meno.

 

 

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