Riciclaggio, evasione fiscale e finanziamento del terrorismo: paradisi fiscali

Riciclaggio, evasione fiscale e finanziamento del terrorismo: paradisi fiscali

Alle Cayman non si paga pressoché alcuna imposta: niente tasse sul reddito, sulle imprese, sulle successioni e donazioni, sulle plusvalenze delle società, e sulle proprietà immobiliari.

Convegno alla Banca d’Italia di Milano in occasione della Giornata del Credito

Date: Thu, 19 Oct 2017

Subject: Banca d’Italia Milano –  Convegno in occasione della Giornata del Credito ” CONTRASTO AL RICICLAGGIO, ALL’EVASIONE FISCALE E AL FINANZAMENTO DEL TERRORISMO ” – Francesco Greco – IEA informa

 

Le isole Cayman, scoperte nel 1503 da Cristoforo Colombo e territorio britannico d’Oltremare, hanno 55mila abitanti e 800.000 tra società,  banche, assicurazioni e fondi comuni d’investimento. Sono la quinta piazza finanziaria del mondo . Gli attivi ammontano a 1.600 miliardi di dollari.

Alle Cayman non si paga pressoché alcuna imposta: niente tasse sul reddito, sulle imprese, sulle successioni e donazioni, sulle plusvalenze delle società, e sulle proprietà immobiliari. Esse costituiscono uno tra i più importanti paradisi fiscali del mondo i quali, peraltro, gestiscono complessivamente 18.000 miliardi di dollari, piu’ di un quarto dell’economia globale.

Sembrano al confronto un’inezia i 208 miliardi di euro di economia sommersa e illegale che l’Istat ha certificato per l’Italia nel 2015: tuttavia essi equivalgono al 12,6% del Pil nazionale ed a cinque manovre annuali dei nostri sempre precari conti pubblici. Pagare le tasse è un fatto di democrazia: non ci sono altre strade per abbassare le tasse se non quella che le paghino tutti.

Questi i dati e le considerazioni rassegnati dal Capo della Procura della Repubblica  di Milano Francesco Greco  intervenuto al convegno “Il contrasto al riciclaggio, all’evasione fiscale internazionale ed al finanziamento del terrorismo” organizzato in Banca d’Italia a Milano dal Direttore Giuseppe Sopranzetti, con la collaborazione di Anspc-Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, che promuove l’annuale Giornata del Credito.

Nata nel 1964 presieduta da Giuseppe Pella, l’Associazione è parallela alla Giornata del Risparmio. Il risparmio rappresenta una importante risorsa per il Paese. Ma, pensiamo, solo quello contenuto nelle cassette di sicurezza si calcola possa ammontare a circa 200 miliardi di euro in contanti e non serve al sistema-Paese.

A introdurre i lavori Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede milanese dell’istituto ed Ercole P. Pellicanò, direttore di Anspc. Altri relatori Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; Claudio Clemente, direttore Uif-Unità di informazione finanziaria; Nicola Mainieri, Banca d’Italia, responsabile nucleo presso la Procura di Milano; Carlo Romano, professore, partner di Pwg tax&legal service; Alessandro Savorana, dottore commercialista Studio Savorana&Partners; Giuseppe Vicanolo, Gen, C.A. comandante interregionale Guardia di Finanza.

I lavori sono stati conclusi da Filippo Caciucco, direttore generale Anspc.

Spesso i paradisi fiscali non si limitano ad ospitare evasioni più o meno legali, ma anche i proventi di attività criminali e di finanziamento del terrorismo. E altrettanto spesso le norme per combattere il fenomeno vengono applicate con molti anni di ritardo. E sono inadeguate.

L’Italia è all’avanguardia nella lotta alla criminalità economica organizzata e al terrorismo, ha ricordato Roberti. La Procura nazionale – come il giudice Falcone tentò di spiegare al Consiglio superiore della magistratura – è al servizio delle Procure locali offrendo ad esse un’azione di coordinamento e di investigazione, anche attraverso l’ incrocio dei dati provenienti da fonti diverse. Dal 2015 sono state svolte 50.000 indagini antimafia e 1.500 antiterrorismo.

Purtroppo la stessa Unione Europea è ancora priva di questo strumento fondamentale. Ma, aggiungiamo, proprio in questi giorni  il Parlamento europeo ha dato il via libera all’istituzione della Procura europea, iniziativa definita di portata storica.

Foto di archivio:
Giuseppe Sopranzetti con Achille Colombo Clerici pres. di IEA

 

Redazione Newsfood.com

 

Le isole Cayman sono un arcipelago composto da tre isole situate nel Mar dei Caraibi a sud di Cuba e a nord-ovest della Giamaica. Le tre isole sono: Grand Cayman, Little Cayman e Cayman Brac. Il capoluogo è George Town. Le Isole Cayman sono contemplate nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi.

Le isole Cayman sono considerate un paradiso fiscale, infatti nelle isole vige l’esenzione dalle imposte, si dice concessa fin dai tempi di re Giorgio III del Regno Unito (fine Settecento). La Mutual Funds Law del 2003 costruisce nell’arcipelago un mercato deregolamentato per i fondi comuni di investimento. L’esenzione fiscale dalle imposte vale solo se i redditi non vengono fatti rientrare nel proprio paese di residenza, nel qual caso verrebbero tassati in base alle leggi vigenti.

Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale del 4 maggio 1999, ha inserito le isole Cayman tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta Lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico-commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tale territorio.

L’economia si basa anche sul turismo; famosa è la Seven Mile Beach, una spiaggia lunga 7 miglia di sabbia bianca finissima, nei pressi di George Town sull’isola di Grand Cayman. (leggi tutto)

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