Restituzione a Inps degli sgravi contributivi bocciati dalla Commissione Europea

D: Come devono comportarsi per la restituzione richiesta dall’Inps quei datori di lavoro che come me si sono visti bocciare dalla Commissione Europea gli sgravi contributivi prima concessi?
C’è un procedura?

R: Le aziende che devono restituire all’INPS gli sgravi superiori al 25%, bocciati dalla Commissione europea in quanto qualificati aiuti di Stato devono seguire la procedura stabilita dall’Inps
con la Circolare del 22 novembre 2007, n. 129 con la quale ha comunicato di avere aperto presso la Banca d’Italia – tesoreria provinciale di Roma – il conto di contabilità speciale sul
quale le aziende devono versare, a titolo di deposito provvisorio, le somme oggetto di contestazione amministrativa o dinanzi all’autorità giudiziaria.
Quindi l’Inps apre il conto presso Bankitalia e si paga con bonifico bancario e postale.
Il conto ha il numero 3345 intestato a «INPS dep. imp. l296-06 D.M. 23 luglio 2007».

Le somme vanno versate con bonifico bancario o postale, apponendo la causale «Sgravi CFL/UE» o, a seconda dello sgravio a suo tempo riconosciuto,
«Agevolazioni L81/2003/UE».
La Circolare chiarisce ancora che le imprese, per poter beneficiare degli aiuti di Stato, devono versare sul conto l’importo richiesto dall’INPS a titolo di capitale e interessi.
Nell’attesa della risoluzione della questione tale versamento viene fatto dalle imprese a titolo provvisorio, in attesa che si definisca il contenzioso in atto, ed esso non rappresenta in alcun
modo un riconoscimento di debito e gli uffici INPS, dopo il pagamento, sospenderanno l’esecutività delle cartelle esattoriali, e si asterranno da fare sgravi della cartella.

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